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Riunione sulle macerie,
«le Marche hanno consegnato il piano»

SISMA - Summit tra il commissario Farabollini e il governatore Ceriscioli per fare il punto sulla rimozione degli edifici crollati. Il quantitativo complessivo delle quattro regioni è risultato sovrastimato di circa 91mila tonnellate
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Macerie nel deposito Cosmari

Finita la querelle tra Regione e commissario alla Ricostruzione Piero Farabollini. A scogliere il nodo sul piano macerie l’incontro di ieri a Roma, dove tra l’altro le Marche sono state le uniche presenti con il governatore e vice commissario Luca Ceriscioli. «È stato un proficuo momento di lavoro necessario ad acquisire finalmente il piano macerie di ogni regione – spiega Farabollini -, e tirare una linea sullo stato della rimozione in vista dell’imminente scadenza della rendicontazione del primo stanziamento di 100 milioni di euro a valere sul Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue)». La scadenza è infatti è il 6 maggio. Un termine che se non rispettato non rende ammissibili le spese sostenute e quindi verrebbe a decadere il contributo. «Le regioni hanno capito, come dico da tempo, che la loro collaborazione è determinante e voglio pensare che fino ad oggi l’argomento macerie sia stato condizionato solo da un gap di dati e comunicazioni. Con un sisma di proporzioni epocali come quello 2016, a quasi tre anni dalla prima scossa dovevamo poter disporre, ad esempio, dei dati sullo scostamento tra previsione e rimozione effettiva – dice Farabollini –. Con questa obbligatoria e strutturata verifica formale abbiamo acquisito un dato che ci conforta in termini operativi e finanziari: su 2.650.091 tonnellate complessivamente previste dai piani regionali quelle effettive sono 2.559.043,09 tonnellate con uno scostamento di circa 91.000 tonnellate, 53.000 delle quali in Umbria. Insieme ora ci concentreremo a trovare una soluzione per il problema delle autorizzazioni mancanti da parte dei proprietari per le ultime demolizioni in alcune zone rosse e su quello relativo alla presenza di materiale oggetto di tutela da parte del settore Beni Culturali, ma lo faremo con quello spirito ri-costruttivo indispensabile per portare a casa il risultato nella miglior forma possibile».


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