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L’Ascoli e l’equivoco Ciciretti:
disputerà un gran finale,
o resterà un oggetto misterioso?

SERIE B - Accolto con squilli di tromba, finora non ha lasciato il segno. Nelle ultime quattro partite è rimasto in panchina. Con le sue doti tecniche potrebbe fare la differenza. Il 30 giugno tornerà al Napoli
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di Bruno Ferretti

L’Ascoli aspetta Ciciretti. E Ciciretti aspetta l’Ascoli. Basterebbe confrontarsi e trovare un punto di intesa. L’Ascoli non ha perso tempo quando, al mercato di gennaio, ha avuto l’opportunità di prendere l’attaccante romano di 25 anni che, dopo l’esplosione nel Benevento (73 partite, 14 gol), é finito nel mirino di alcuni club di Serie A ma anche del Getafe nella Liga spagnola. Poi lo ha acquistato il Napoli che lo girato in prestito al Parma, quindi all’Ascoli fino a giugno. Il diesse bianconero Tesoro sarà stato fiero di questa operazione, convinto di aver rinforzato l’anemico settore offensivo dell’Ascoli. Sarà stato contento anche Vivarini. Del resto, quale allenatore non vorrebbe un giocatore talentuoso come Amato Ciciretti nel proprio organico?

Ciciretti (Foto Edo)

Ma i fatti successivi sono andati in maniera diversa. All’Ascoli serviva una prima punta, un classico centravanti da area di rigore. Uno da utilizzare al posto di Ardemagni che, fra un infortunio e l’altro, ha giocato poco segnando solo 4 gol. E Ciciretti centravanti non è, bensì un attaccante esterno che può fare anche il trequartista. Fatto è che, accolto trionfalmente con squilli di tromba, Ciciretti è finito malinconicamente in panchina (nelle ultime quattro partite) come una riserva qualunque. Quando è entrato in campo ha giocato poco e, soprattutto, senza lasciare alcun segno. Solo 7 le sue presenze in bianconero. Nessuno mette in dubbio le sue doti tecniche, ma quasi tutti hanno capito che non è l’attaccante che serviva alla squadra. Deluso l’Ascoli per il mancato rinforzo di cui aveva tanto bisogno. Altrettanto deluso il goocatore il quale, magari, penserà: “Ma perché mi hanno preso se poi non mi fanno giocare?”.

Cresciuto nelle giovanili della Roma, prima di passare al Benevento ha giocato in C con Carrarese, L’Aquila, Pistoiese e Messina. Quando Tesoro lo ha portato ad Ascoli, convinto di aver fatto un grande colpo, avrà sicuramente consultato Vivarini. E se quest’ultimo, come appare certo, ha dato il proprio assenso, evidentemente sapeva come utilizzare Ciciretti per aumentare il livello tecnico della squadra e tentare un salto di qualità. Ma i suoi propositi sono rimasti tali. Almeno fin qui, quando all’Ascoli restano da giocare undici partite. Ci sarà un’inversione di tendenza in questi ultimi due mesi e mezzo di campionato e Ciciretti diventerà un protagonista dell’Ascoli come Vivarini, i dirigenti e tutti i tifosi vorrebbero, magari a cominciare dalla prossima partita di Verona? Oppure Ciciretti continuerà ad essere il grosso equivoco dell’Ascoli? Lo sapremo solo vivendo.


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