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Clamoroso nella pallavolo,
commissariata
la Fipav Ascoli-Fermo

VOLLEY - Arriva da Roma la decisione della doppia rimozione del presidente regionale, lo storico Franco Brasili (in sella da 45 anni), e dell'ascolano Fabio Carboni. Il numero uno di Fipav Marche: «Motivazioni politiche». Verrà aperta un’indagine interna circa la divulgazione di documenti riservati

Fulmine a ciel sereno nel mondo della pallavolo. In un colpo solo sono stati commissariati il comitato regionale Marche e quello interprovinciale di Ascoli-Fermo. Estromessi dunque i rispettivi presidenti: lo storico Franco Brasili, 71 anni, che da ben 45 anni era alla guida del volley marchigiano, e l’ascolano Fabio Carboni che guidava il movimento interprovinciale Ascoli-Fermo.

La decisione arriva, con una apposita delibera, dalla Federvolley Nazionale. Commissario è stato nominato il vice presidente nazionale della Fipav Giuseppe Manfredi. Ovviamente le varie attività proseguono regolarmente, per cui la decisione non va minimamente a intaccare lo svolgimento dei vari campionati sia di carattere regionale che provinciale.

Intanto, il presidente Franco Brasili ha convocato subito i consiglieri del Comitato regionale e i presidenti dei vari Comitati territoriali delle Marche, per discutere la comunicazione pervenuta da Roma.

Franco Brasili

«È sintomatico che il commissariamento sia “ad acta” – commenta Brasili – significa che il Comitato regionale resta in carica per l’organizzazione, la gestione dei campionati di competenza e tutte le altre attività istituzionali con tutti i membri eletti nell’ultima tornata elettorale 2017. Il vice presidente nazionale Giuseppe Manfredi nominato “commissario ad acta” soltanto per la parte amministrativa contabile e pro tempore. Quello della Fipav Marche è un bilancio consolidato e sono stati tutti approvati fino a quello del 2017 essendo in corso di redazione quello 2018, redatto con gli stessi principi e frutto delle stesse azioni. Aggiungo che la Fipav Nazionale ha già ricevuto il semestrale 2018 senza fare eccezioni. Da dirigente sportivo lo dico con grande amarezza: le vicende politiche non dovrebbero muovere certi meccanismi gettando fango immeritatamente. Nel 2017 quattro regioni, tra cui le Marche, votarono per Carlo Magri, rivale dell’attuale management federale. Di quelle regioni io sono il terzo presidente a subire quella che non vorrei si rivelasse una spedizione punitiva. Non vorrei dover dare ragione a quel grande politico italiano quando diceva che a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si indovina».

Il gruppo dei dirigenti del Comitato Regionale e dei Comitati Territoriali delle Marche, in maniera compatta, rifiuta in blocco atteggiamenti che ritiene alieni dalla correttezza sportiva e affini invece a pochi personaggi che ledono l’immagine di tutto il mondo pallavolistico che ha fatto per le Marche, da oltre 20 anni, una regione all’avanguardia a livello nazionale per numeri e qualità di produzione. Il Comitato regionale Fipav Marche, nel frattempo, ha aperto un’indagine circa la divulgazione di documenti riservati.


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