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Il campo di Monterocco
da oggi sarà il “Tonino Camaioni”
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ASCOLI - Commovente cerimonia di inaugurazione dell'impianto sportivo comunale dedicato al fondatore della Parva Juve e poi della Juventina, scomparso il 25 settembre 2017
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Tonino Camaioni (in alto a destra) con i ragazzi della sua Parva Juve a metà anni ’60. Con la maglia bianconera, da sinistra in alto: Paolo Paci, Gianfilippo Nespeca, Germano Zunica. In basso da sinistra: Claudio Nardinocchi, Pierpaolo Lattanzi, Bruno Ferretti, Luigi “Giggino” Lattanzi

di Andrea Ferretti

E così, dopo Severino Aurini, anche Tonino Camaioni ha un campo sportivo a suo nome. Dopo quello di Castagneti, che porta il nome di Severì ed è ora dedicato al rugby, anche quello di Monterocco ha un nome. Un’intitolazione giusta e meritata, che ha avuto come principale artefice Igino Cacciatori, consigliere comunale e, da poche settimane, anche provinciale, ma soprattutto ex calciatore e allenatore di diverse squadre dilettanti ascolane e del circondario. Lui la cerimonia odierna avrebbe voluto si svolgesse lo scorso 25 settembre, nel giorno del primo anniversario della prematura scomparsa di Tonino Camaioni, sportivo e imprenditore, uno ei fondatori nel 1966 della Juventina (oggi Jrvs) e prima ancora della Parva Juve, squadretta di quartiere (la sua Porta Cappuccina) dove dette modo a diverse generazioni di ragazzi, oggi tutti con i capelli grigi, di divertirsi correndo dietro un pallone nel campetto di quella che un tempo si chiamava “chiesa di plastica”, oggi San Giacomo della Marca. Tonino si era inventata la Parva Juve, di cui era allenatore, insieme al professor Valentino Silvestri che di quel gruppo di ragazzini era il presidente. Avevano la maglia bianconera: come quella della Juventus e anche come quella dell’allora Del Duca Ascoli.

Tonino Camaioni

Igino Cacciatori e la sua associazione “Ascoli nel futuro” alla fine ci sono riusciti e, tra la miriade di gol realizzati in carriera, quello più bello – dribblando (a fatica) la burocrazia e anche con il sostegno di Sandro Marcantoni (anche lui ex calciatore e oggi direttore degli impianti sportivi comunali) – l’ha messo a segno oggi. Una cerimonia semplice come semplice era Camaioni, uomo tutta casa e lavoro, ma che trovava il tempo per star dietro pomeriggi interi ai suoi ragazzi. C’erano la vedova Luciana, da cui Tonino aveva avuto tre figli maschi (Davide, Daniele, Dario), il fratello Virgilio, la sorella Patrizia, tanti parenti (tra cui il cugino Silvio Camaioni, ex bianconero dell’Ascoli), molti amici, conoscenti, personaggi del mondo dello sport e non. Ora l’impianto comunale, gestito dalla Polisportiva Borgo Solestà, ha un nome che va oltre quello della località in cui è ubicato. Oltre duecento le persone presenti allo scoprimento della targa.

Il battesimo è stato affidato al sindaco Guido Castelli, circondato da assessori e consiglieri comunali, ma soprattutto da tanta gente che ha applaudito e si è anche commossa quando Luciano Canala, memoria storica della Juventina, ha ricordato Tonino e chi, come lui, purtroppo non c’è più, e che con lui aveva condiviso gioie e dolori sportivi: uno su tutti, Filippo Cappelli. Poi è stata la volta della benedizione, quella vera, impartita da don Emidio Rossi, vicario del vescovo. Tra i presenti anche la squadra del Borgo Solestà formata da ragazzi diversamente abili che partecipa al campionato di Quarta Categoria: Tonino sarebbe stato felice di ricordare anche questa novità. Oggi a Monterocco è come se ci fosse stato pure lui. Non sono poi voluti mancare l’ex mister dell’Ascoli Massimo Cacciatori, altri ex bianconeri di diverse epoche come Giuliano “Toro” Torelli, Raffaele Schicchi e Pietro Zaini, l’immarcescibile Gabriele Cinelli, altra icona dello sport ascolano, “Calì” Gagliardi e tanti altri.

Tonino Camaioni aveva fondato e poi allenato per tanti anni la Juventina ed è lì che, tranne una breve parentesi sulla panchina dell’Audax Pagliare, ha trascorso l’intera vita calcistica. Ma era anche un imprenditore (a lui il riconoscimento di cavaliere della Repubblica) e, dopo ave gestito per anni una lavanderia a Porta Cappuccina, aveva lanciato il ristorante “C’era una volta” lungo la strada che conduce a Colle San Marco. Quando ha preso la parola, Igino Cacciatori, ha portato anche i saluti di Carlo Mazzone. Anche di questo Tonino ne sarebbe davvero andato fiero. Sulla targa c’è scritto “Campo sportivo Tonino Camaioni – maestro di vita e di sport”.

LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI


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