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Napoleone, la Salaria Gallica
e il glorioso Castello di Pizzorullo
Un convegno per preservare la memoria

COMUNANZA - L'evento terrà il 17 marzo nella Casa Vacanze Ficocchia e tratterà dello storico Comune di cui oggi restano solo alcuni ruderi nei boschi. Tra i relatori, l'ingegner Angelo Sciamanna e gli studiosi Ugo Fioravanti ed Elena Bianchini Braglia. Furcola, Cossinino, Vetreto e le ghost town del Piceno

di Luca Capponi 

Napoleone e l’illustre Comune di Pizzorullo, la Salaria Gallica e un territorio di confine, da sempre snodo di storie e leggende. La memoria va preservata, soprattutto quando è a rischio estinzione. Lo sanno bene i promotori de “La banca dei sassi“, comunità (anche) virtuale che punta alla salvaguardia del territorio attraverso le pietre storiche, custodi millenarie di tutto un popolo.

I resti di Pizzorullo immersi nel bosco

Proprio da questi presupposti nobili prende le mosse il convegno che si terrà domenica 17 marzo alle 10 nella Casa Vacanze di Ficocchia, nel comune di Comunanza. Il titolo dell’incontro, lungo ma molto esplicativo, è il seguente: “La soppressione nell’anno 1808 dell’antico e glorioso Comune di Pizzorullo ad opera di Napoleone sulla strada consolare romana conosciuta come Salaria Gallica”.
Premessa direttamente da Wikipedia: “Pizzorullo era un castello che amministrava un grande territorio oggi compreso tra le frazioni meridionali di Comunanza e la zona di Pedara e Cerqueto, frazioni di Roccafluvione. Il castello si trovava sopra al colle Pizzorullo. Oggi dell’antico castello non rimane che qualche traccia ma in passato era cinto da mura e possedeva un palazzo comunale, una chiesa e una piazza”. Il tutto, ovviamente, immerso in un paesaggio fantastico, dove trovano posto suggestivi borghi “fantasma” come Furcola, Cossinino, Vetreto e appunto Ficocchia.

Alcune case abbandonate a Ficocchia

Durante l’evento, interessantissimo, relazioneranno Angelo Sciamanna, ingegnere creatore de “La banca dei sassi” che parlerà del rapporto con la Salaria Gallica, il professor Ugo Fioravanti, storico locale il cui intervento verterà su “Il Piceno: dai piceni ai romani” (ore 10,30), seguito dalla ricercatrice storica Elena Bianchini Braglia esperta in Risorgimento con “Che cosa ha significato per l’Italia degli antichi stati” (ore 11,30). Seguirà un dibattito ed una fase di ascolto, nodale in momenti del genere.
«Vero, perché le memorie del territorio sono tante, e quasi tutte orali -spiega Sciamanna-. Il nostro obiettivo è di fare in modo che non vadano perse anche attraverso questi eventi, dove ognuno, soprattutto gli anziani, può portare la propria testimonianza. A complicare tutto, due anni e mezzo fa, ci ha pensato purtroppo il terremoto, che ha disgregato tante piccole comunità. Questa zona di frontiera è ricca di storia, è un dovere preservarla».

 


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