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Alla memoria di don Francesco Armandi
il Premio Internazionale Ascoli Piceno

ASCOLI - Torna il più grande evento culturale della città, dopo una sospensione di tre anni dovuta al terremoto. E lo fa proprio nel nome del parroco che ad Arquata scelse di restare sotto le tende, con i suoi fedeli, salvaguardando ciò che era rimasto del patrimonio artistico di alcuni edifici sacri. Storici dell'arte dell'architettura protagonisti venerdì 22 e sabato 23 marzo a Palazzo dei Capitani. Organizza l'Istituto superiore di studi medievali Cecco d'Ascoli presieduto da Elia Calilli, grazie all'illuminata intuizione dell'ex sindaco Gianni Forlini nel 1987. Il lavoro svolto negli anni da Giannino Gagliardi e Luigi Morganti

di Andrea Ferretti

Si era chiuso con le suore. Si riparte con un sacerdote. E’ il Premio Internazionale Ascoli Piceno, evento di caratura internazionale di cui la città va fiera dal 1987 (ispiratore illuminato l’allora sindaco Gianni Forlini), che torna dopo tre anni di forzato oblìo a causa del terremoto e dei tragici eventi che si susseguirono nei mesi precedenti l’edizione del 2016. Il Premio si stoppò quindi nel 2015, e ora riparte con l’edizione numero 28 ospitata – venerdì 23 e sabato 24 marzo – nella Sala della Ragione di Palazzo dei Capitani. Il Premio, che ha vissuto anche il passaggio di due secoli e due millenni, deve moltissimo anche a Giannino Gagliardi che dell’Istituto superiore di studi medievali “Cecco d’Ascoli” fu il primo presidente, e a Luigi Morganti che ne prese il testimone spendendosi non poco portando ripetutamente ad Ascoli il gotha del medievismo mondiale.

Don Francesco Armandi

Nel dicembre 2015 accadde un fatto strano. La giuria non aveva trovato l’accordo sull’assegnazione del Premio, per cui intervenne il sindaco Castelli che propose (ottenendo il sì) al Consiglio comunale di assegnarne uno speciale all’Istituto Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione di Ascoli. Fu un omaggio al contributo formativo e pedagogico dato alla città da una realtà che da tre secoli trasmette ai giovani i valori fondanti della società. Il Premio, come sempre presieduto da Antonio Rigon, è senza dubbio il più grande evento culturale di Ascoli, tra i primi delle Marche, nonché punto di riferimento per esperti e appassionati di Medioevo (e non solo) di tutto il mondo.

Torna con il solito parterre d’eccezione fatto di studiosi e storici che si alternano in questa due giorni. E riparte con il Premio che viene assegnato – purtroppo alla memoria – a don Francesco Armandi, per 43 anni parroco di Arquata, Pescara del Tronto, Pretare e Capodacqua. La scelta è inedita ma coerente proprio perché legata al motivo che determinò la sospensione dell’evento.

Don Francesco “terremotato” in preghiera dentro la sua tenda

Il tema del 2019 è “Il patrimonio storico-artistico e culturale dell’area picena dopo il sisma del 2016: recupero, conoscenza, valorizzazione”. E il simbolo è proprio don Francesco, il parroco rimasto sotto le tende, tra la sua gente, nel momento più triste di luoghi rimasti feriti per sempre. Don Francesco si battè con tenacia per la salvaguardia del patrimonio artistico di alcuni edifici sacri come la chiesa di Santa Maria del Sole, a Capodacqua, scelta come immagine-simbolo del Premio. Un ruolo importante lo ebbe anche il Fai, attraverso la sua presidentessa Alessandra Stipa. E il destino ha voluto che, proprio nelle ore di questo Premio Ascoli, si svolgano ad Ascoli anche le Giornate Fai di Primavera.

Elia Calilli e Stefano Papetti

Il convegno è destinato a focalizzare gli elementi portanti di quanto già promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali, dalle varie Amministrazioni locali e dalle Diocesi. Gli interventi di storici dell’arte e dell’architettura serviranno ad approfondire la conoscenza di opere che rappresentano la cultura artistica del Piceno tra Medioveo e età moderna. Palazzo Arengo ha intanto ospitato il varo della nuova edizione alla presenza del sindaco Guido Castelli, dell’Istituto superiore di studi medievali Cecco d’Ascoli (la presidentessa Elia Calilli e Andrea Antonini in rappresentanza del Comune), dell’assessore alla cultura Piersandra Dragoni, di Stefano Papetti direttore dei musei civici, di Michele Picciolo del Museo diocesano.

Michele Picciolo, Andrea Antonini, Piersandra Dragoni, Guido Castelli

Si comincia venerdì 22 marzo. Dalle ore 15,30 alle 19 si alterneranno Antonio Rigon (presidente del Premio), Silvia Maddalo (Università della Tuscia), Marco D’Attanasio (Sovrintendenza Frosinone-Latina-Rieti), Alessandro Tomei (Università D’Annunzio Chieti-Pescara), Michele Picciolo (Museo diocesano Ascoli), Rossano Torlontano (Università D’Annunzio Chieti-Pescara), Francesco Cangemi (Kunsthistorisches Institut in Florence).

Si riprende sabato 23 (ore 9,30) con Pierluigi Moriconi (Sovrintendenza Marche), Sara Trotta (segretariato regionale Marche), Paolo Scarpitti (Istituto superiore per conservazione e restauro), Furio Cappelli (storico dell’arte), Mauro Stallone (Polo museale Liguria), Stefano Papetti (direttore musei civici Ascoli), Pio Francesco Pistilli (Università Sapienza Roma), Sabrina Mingarelli (Sovrintendenza Umbria-Marche), Diego Vaiano (Università della Tuscia). Infine, alle 18,15, la cerimonia di conferimento del Premio alla memoria di don Francesco Armandi.


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