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La condanna a morte
sul rogo di Cecco d’Ascoli
Libro di Giampiero Giorgi scopre la verità

ASCOLI - Lo scrittore ascolano martedì 26 marzo a Palazzo dei Capitani presenta la sua ultima fatica "Il principe dei peripatetici” dedicato soprattutto agli ultimi 13 mesi di vita, a Firenze, di Cecco d’Ascoli, grande e discusso astrologo e poeta che fece anche molto arrabbiare Dante Alighieri
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di Franco De Marco

Giampiero Giorgi, ci dica tutta la verità sul perché il “nostro” Cecco d’Ascoli, ovvero Francesco Stabili, nel 1327, a Firenze, fu condannato al rogo, e ucciso, dall’Inquisizione.

«Io la verità, naturalmente, non la conosco, però, attraverso il libro “Il principe dei peripatetici”, offro la mia interpretazione sulla base di documenti e deduzioni. Macchè eresia, comunque, la verità molto probabilmente è che il Potere del tempo non accettava che Francesco Stabili sostenesse che solo con il sapere l’uomo potesse realizzarsi. Lui predicava la Sapienza».

Giampiero Giorgi

Giorgi, 64 anni, ex dipendente della Telecom, ex dirigente del Pd, ex sindacalista, una volta in pensione è diventato scrittore con la passione, il rigore della ricerca e l’amore soprattutto per la storia e i personaggi della sua città. Scrittura, fotografia e lettura il suo credo quotidiano. Con l’associazione “Un passo avanti” si occupa anche di teatro e di cinema. Le sue opere riescono a dare una lettura sempre originale e umana di uomini e fatti.

Domani martedì 26 marzo, alle ore 18, nella Sala dei Savi di Palazzo dei Capitani, presenta la sua ultima fatica letteraria, appunto, “Il principe dei peripatetici”, dedicato soprattutto agli ultimi 13 mesi di vita, a Firenze, di Cecco d’Ascoli, il grande e discusso astrologo e poeta che fece anche molto arrabbiare Dante Alighieri. Con lui ci sono l’assessore comunale alla cultura Piersandra Dragoni, a cui va il merito di aver varato una serie di interessanti iniziative per ricordare il 750° anniversario della nascita di Francesco Stabili, e lo storico Furio Cappelli. Alcuni brani del libro vengono letti da Maria Lubes.

Prima di tutto, Giorgi, perché questo titolo “Il principe dei peripatetici”?

«I Frati Minori hanno perseguitato e ucciso il principe dei filosofi peripatetici, fu la dichiarazione di Papa Giovanni XXII».

Che cosa racconta il suo libro?

«La prima parte riporta in forma sintetica il periodo di vita ascolana e bolognese di Cecco d’Ascoli e il suo ritorno a Firenze in cui vi rimarrà 13 mesi fino al tragico epilogo. Durante la breve permanenza fiorentina dovette gestire, suo malgrado, l’ostilità dei potenti della città. La Firenze di allora era divisa tra Guelfi e Ghibellini, con il dominio degli Angioini e su tutti il potere enorme della Chiesa con il braccio armato della Santa Inquisizione, ferocissima, in mano ai Frati Minori, con buona pace del Poverello di Assisi».

Dopo 750 anni Francesco Stabili si merita la riabilitazione?

«Certamente. Ancora aspetta. Cecco fu mandato al rogo probabilmente grazie ad un desiderata della pia triade costituita tra fra Raimondo, vescovo di Aversa, l’inquisitore Accursio Bonfantini e Dino del Garbo medico fiorentino. Si trattò di una scellerata scelta politica fatta passare per lotta all’eresia. Anche da morto, del resto, le cose per Cecco non migliorarono. Firme importanti lo scaricarono tra cui Giosuè Carducci che loconsiderava uno scrittore ignobile e detrattore del divino Dante. Gianfranco Contini bollò l’Acerba come l’anticommedia e per finire anche Ascoli Piceno, sua città natale, non fu da meno. Nonostante il tanto tempo trascorso, ancora oggi la città fatica a dargli il giusto riconoscimento».

Nella seconda parte del libro Giorgi racconta la curiosa storia, ricostruita attraverso giornali e aneddoti dell’epoca, di alcune statue italiane tra cui spicca quella ascolana di Cecco che dal novembre del 1919 giganteggia in piazza Giacomo Matteotti. La vicenda di questa statua ha inizio con la delibera del 13 settembre 1864 in cui il Consiglio comunale di Ascoli approvò la realizzazione dell’opera. Nel libro si parla anche di altre storie curiose e tribolate di statue come quella di Ascoli Satriano. L’appuntamento di domani rientra nel calendario varato dal Comune per ricordare degnamente il concittadino Francesco Stabili. Il 27 aprile, in Piazza del Popolo, è prevista la lettura integrale del poema L’Acerba prima encliclopedia scientifica del Medioevo e primo poema insieme alla Commedia di Dante scritta il lingua volgare. Sarà Acli Arte Spettacolo provinciale a curare l’allestimento con l’ausilio delle associazioni affiliate tra cui La Casa di Asterione, Music Academy Ascoli, Passi sul Pentagramma e Un Passo Avanti. Le letture saranno intervallate da musiche e geografie di danza. Gli altri libri scritti da Giampiero Giorgi sono stati: Pezzi di Carbon, pubblicato nel 2014 (seconda edizione nel 2018), Un mondo senza fretta, pubblicato nel 2016, 12 settembre 1943. Il giorno del coraggio, pubblicato nel 2017 e  I fili della memoria pubblicato nel 2018. Giorgi è anche l’autore del  film documentari (produzione Cisi).


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