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Va in pensione il questore Capocasa:
guidò gli investigatori
che scoprirono la banda
della Uno Bianca

ANCONA - Originario di Cupra Marittima lascerà l'incarico per la pensione il prossimo 30 marzo. Una vita a caccia di criminali. Uno dei momenti più difficili è stata la strage di Corinaldo, lo scorso 8 dicembre. «Giungere davanti a una discoteca e vedere sei lenzuoli bianchi stesi sui copri è stata un esperienza difficile e triste. La prevenzione per tutto ciò che riguarda i locali deve essere sempre alta»
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I saluti del Questore Oreste Capocasa

Il 30 marzo lascerà la Polizia dopo una carriera che lo ha portato a scovare criminali in tutta Italia. Va in pensione da Questore di Ancona con l’animo ancora segnato dalla tragedia dell’8 dicembre alla Lanterna Blu di Corinaldo con le sei vittime nella calca. Ma nella carriera di Oreste Capocasa, originario di Cupra Marittima, ci sono tanti successi rimasti nella storia della Polizia Italiana. Fu lui, tra il 1994 a 1995, in qualità di dirigente del Commissariato di Rimini, a guidare gli investigatori (in particolare l’ispettore Luciano Baglioni e l’assistente capo Pietro Costanza) nella caccia ai killer spietati della Uno Bianca che disseminarono la Romagna ed anche le Marche di morti e feriti al termine di rapine e raid. Capocasa, anche quando le indagini segnavano il passo, credette sempre nel lavoro dei due poliziotti che alla fine portò all’arresto dei fratelli Savi e degli alti componenti della banda. «La sicurezza, la prevenzione e il controllo del territorio sono stati momenti prioritari di questi anni -ha detto Capocasa nel congedarsi dalla Questura dorica- ma non gli unici che ci hanno visto impegnati in termini rilevanti. Lo stesso capo della polizia ha ritenuto il controllo del territorio uno dei più efficaci a livello nazionale, il primo in rapporto alle risorse presenti. I dati lo indicano: dal 2015 sono state controllate 120mila persone e 6mila veicoli. La questura si è impegnata su tutti i fronti, dall’immigrazione al controllo sulle armi, dalla lotta agli stupefacenti passando per l’ordine pubblico e il contrasto ai fenomeni terrorismo. Abbiamo cercato di lavorare sulla prevenzione. Il rapporto tra la Squadra Volante e la Mobile è stato eccellente, con una condivisione di intenti». Da quando si è insediato Capocasa – era aprile 2015 – i furti in abitazione sono diminuiti del 12,5%. «Questo vuol dire che tutta la macchina della polizia percorre bene la sua strada». Capocasa ha ricordato le maggiori operazioni compiute dal 2015 ad oggi: tra queste, la cattura in Portogallo del latitante Filippo De Cristofaro, l’operazione che ha portato a sgominare la banda che aveva assaltato il porta valori in a14 all’altezza del casello di Loreto e l’arresto dello stalker senigalliese Jurgen Mazzoni. Uno dei momenti più difficili è stata la strage di Corinaldo, lo scorso 8 dicembre. «Giungere davanti a una discoteca e vedere sei lenzuoli bianchi stesi sui copri è stata un esperienza difficile e triste. La prevenzione per tutto ciò che riguarda i locali deve essere sempre alta». «Lascio una questura consapevole delle sue capacità, che mi ha gratificato molto. Mi dispiace lasciare questa città. L’anconetano è una persona riservata, ma attenta a quello che fai e a come lo fai. Sono riconoscente per l’accoglienza e il rapporto che si è creato con la città e tutti i suoi componenti. Ringrazio gli anconetani per la loro educazione, il loro modo di porsi e l’affetto che hanno mostrato alla polizia»Dal primo aprile, il nuovo questore di Ancona sarà Claudio Cracovia, in arrivo dalla questura di Udine.


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