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Gli ascolani i più ricchi del Piceno
Arquata fanalino di coda

ASCOLI - I dati Mef del 2017 vedono una diffusa contrazione: il capoluogo (19.134 euro) precede San Benedetto, Grottammare e Folignano. A livello regionale i più abbienti sono gli anconetani con una media di 21.524 euro

di Claudio Romanucci

Se l’Italia tira il freno sui redditi (il pro capite è sceso di poco a 20.670 nel 2017 secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze) anche il Piceno di certo non spicca il volo. A recitare il ruolo Comune maggiormente abbiente della provincia è quello capoluogo: Ascoli si attesta a 19.134 euro con i poco più di 35 mila contribuenti. Nel complesso è quindi sotto la media nazionale di oltre 1.500 euro, nella consueta posizione di mezzo tra il Nord e Sud. Più in generale i numero nazionali vedono l’Italia divisa ancora in due.
Basiglio (alle porte di Milano) con 47.808 euro di reddito imponibile pro capite, è il Comune Paperone d’Italia seguito da altre località Lombarde che ospitano residenze economicamente di spessore capaci di alzare la media. A livello regionale, il capoluogo  piceno sovrasta i cugini fermani (17.575 euro), ma si inchina di fronte alla ricchezza di Ancona (21.524 euro, la “media” più elevata di tutte le Marche), Macerata (20.935) e Pesaro (20.489)
IL PICENO –  Ascoli è seguita a distanza da San Benedetto: in media ogni cittadino dichiara 17.871 euro. Al terzo posto si colloca Grottammare (17.514) seguita da vicino da Folignano (17.383 euro) e da Cupra Marittima (16.587).
I principali Comuni della Vallata del Tronto si attestano poco sopra quota 15.000 euro con limitate differenze tra di essi.
Non male, sempre in proporzione al dato provinciale, i numero dichiarati a Venarotta (16.420), seguita da Maltignano (16.252), Comunanza (16.140) e Offida (14.670). A soffrire, per via di vari fattori tra cui il catastrofico sisma dal 2016, è l’entroterra: Arquata chiude la graduatoria con 12.857 euro e poco meno di 1.000 contribuenti. Alla voce Irpef, per 13 milioni di italiani vi è un importo pari a zero. Su questo gravano la no tax area (8.100 euro) ma anche le detrazioni.


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