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Ascoli, la squadra dura solo un tempo
Nelle ultime 5 in casa, 3 punti e 12 gol subìti:
adesso si fa davvero dura

SERIE B - Si allunga la striscia negativa. Anche contro il Benevento, i bianconeri avevano la partita in pugno ma hanno poi subìto l'ennesima rimonta. Il “Del Duca” è diventato terra di conquista. Vivarini contestato. La classifica comincia a preoccupare e martedì sera a Padova è assolutamente vietato sbagliare

Ciciretti e Ardemagni all’intervallo sembrano destinati ad essere ricordati come i due match winner di Ascoli-Benevento (Foto Edo)

di Bruno Ferretti

Al di là di ogni altra considerazione (gioca bene, gioca male, Vivarini non riesce a scuotere la squadra, la dirigenza non è all’altezza, il rigore non c’era e via dicendo) sono i numeri a inchiodare l’Ascoli mettendolo di fronte alle sue responsabilità.

Nelle ultime 5 partite in casa, ha conquistato la miseria di 3 punti, frutto di altrettanti pareggi e 2 sconfitte con Perugia (0-3) e Salernitana (2-4). Ben 12 sono i gol incassati al “Del Duca” che da antico fortino invalicabile per quasi tutti gli avversari è diventato ora terra di conquista per (quasi) tutti. L’unica vittoria nel girone di ritorno risale a Cremonese-Ascoli 0-1. In classifica i punti sono 33 e il margine di vantaggio sulla zona playout (Livorno e Venezia) si è ridotto ad appena 3 punti, cioè una partita. Pochi, davvero pochi, se consideriamo gli avversari che l’Ascoli dovrà affrontare da qui alla fine della regular season tutte squadre assai motivate come Padova, Venezia e Crotone che cercano punti salvezza; Pescara, Cittadella, Spezia e Palermo che lottano per la promozione o un posto nei playoff.

Dopo i proclami e le promesse fatte ai tifosi in conferenza stampa per riscattare l’umiliante 7-0 di Lecce – poi ribadite ai 150 ultras che alla vigilia del match sono andati a parlare con squadra nel ritiro della Corte del Sole – in campo si è visto ben poco. Ovvero il solito mezzo Ascoli, capace di giocare bene un solo tempo per poi subisce la rimonta dell’avversario. Il Benevento dell’ex Bucchi ha giocato al di sotto delle aspettative (nel primo tempo non ha mai tirato in porta), ma alla fine si è portato via un punto. E dire che le cose si erano messe molto bene per l’Ascoli, passato in vantaggio con una deviazione di testa del rientrante Ardemagni, e poi di nuovo in gol prima dell’intervallo con una splendida punizione dell’ex Ciciretti che si è infilata all’incrocio dei pali. Il Benevento, sotto di due gol e inconsistente in fase offensiva, sembrava ormai condannato alla quarta sconfitta consecutiva.

La panchina di Bucchi traballava non poco. E invece i sanniti sono riusciti a rimontare, ma più per demerito dell’Ascoli che per meriti propri. Dopo le espulsioni dei due difensori centrali Caldarola e Tuia, l’Ascoli ha giocato gli ultimi minuti e i 13 di recupero addirittura in doppia superiorità numerica ma non ha saputo approfittarne. Avrebbe dovuto attaccare palla a terra per aggirare l’avversario, avendo sempre due uomini liberi, e invece ha cominciato a buttare palloni alti e lunghi nell’area avversaria facilitando la strenua difesa giallorossa con otto giocatori davanti al portiere. Le sostituzioni effettuate da Vivarini sono state assolutamente ininfluenti. E adesso? E’ vietato perdere martedì sera a Padova, altrimenti saranno dolori.


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