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Sanità, dalla Consulta
altre accuse a Ceriscioli
«Il Piceno non merita alcuna attenzione»

ASCOLI - Giacomo Manni, Umberto Trenta e Monica Acciarri hanno di nuovo invitato il presidente a un Consiglio comunale aperto sui temi sanitari. «Ci ha risposto che è troppo impegnato per tutto il mese di aprile»
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Monica Acciarri, Giacomo Manni e Umberto Trenta: i membri della Consulta comunale per la Sanità

Prima ha tuonato il presidente del Consiglio comunale Marco Fioravanti. Ora tuona la Consulta comunale per la Sanità. Nel mirino sempre il presidente della Regione Luca Ceriscioli, che sovraintende anche alla Sanità, il quale, pur ripetutamente invitato, sia ora sia in precedenza, non ha ancora trovato il tempo per partecipare ad una seduta aperta del Consiglio comunale dedicata alla riorganizzazione sanitaria nel Piceno. Nuovo ospedale, nuovo piano regionale sociosanitario, personale, liste di attesa, eccetera. Tanti i temi sul tappeto peraltro al centro della campagna elettorale.

Ceriscioli, presidente della Regione Marche

«Abbiamo chiesto al presidente Ceriscioli, vicario dell’assessorato sanitario regionale, attraverso una richiesta inviata dal presidente del Consiglio comunale – afferma la Consulta, formata dal presidente Giacomo Manni, dal vice Umberto Trenta e dalla consigliera Monica Acciarri – un incontro pubblico in un Consiglio comunale aperto. Vogliamo dare voce alle innumerevoli istanze dei cittadini, dei comitati, delle sigle sindacali e degli operatori sanitari del Piceno che chiedono a gran voce risposte agli innumerevoli quesiti rispetto alla situazione di incertezza sanitaria, carenza strutturale di organico e per avere contezza della delibera di giunta sul nuovo piano sanitario attualmente in discussione regionale».

«Nonostante la grave crisi sanitaria che ci coinvolge da vicino, e che continua a imperversare con la perdita di diverse professionalità eccellenti, non da ultimo il primario di chirurgia dell’ospedale di San Benedetto Walter Siquini e pur avendo più volte denunciato la mancanza di attenzione verso le gravi problematiche sanitarie del territorio Piceno, il nostro presidente ha deciso di non confrontarsi con i cittadini. Risponde a firma del suo responsabile di segreteria che “è troppo impegnato per tutto il mese di aprile” rispetto alle possibili date che il presidente del Consiglio aveva proposto e, fatto ancor più increscioso, non propone neanche una data possibile nei mesi a venire».

«Dobbiamo prendere dunque atto, insieme alla cittadinanza – conclude la Consulta – che le nostre richieste sono state completamente ignorate, come se il Piceno, e la sanità di questo territorio, non meritassero nessuna considerazione: di imposizioni sì, quelle tante e senza diritto di replica. Ancora una volta la nostra rappresentanza regionale ci lascia da soli a dover subire le decisioni dall’alto e non da’ risposte concrete ai cittadini e agli operatori. Questo metodo impositivo e completamente distaccato dalla realtà, che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle, è degno di una gestione che non ha nessun rispetto della democrazia che viene propagandata dall’alto, ma non viene lontanamente rispettata. I cittadini devono sapere come vengono trattati e come vengono gestite le loro legittime richieste: con il diniego e una porta chiusa in faccia».


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