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Ricostruzione, ecco il ddl Verducci
«Obiettivo: accelerare e semplificare»

COMUNANZA - Il senatore del Pd ha presentato il disegno di legge ad alcuni sindaci nel cratere nel giorno in cui ricorre il decimo anniversario del terremoto de L'Aquila: «Non possiamo permetterci di perdere l'entroterra». Occasione per fare il punto sulle necessità del territorio

di Maria Nerina Galiè 

«Non basta ricostruire le strutture, dobbiamo sostenere il tessuto sociale e ridare speranza a queste terre». Così Anna Casini, vice presidente della Regione Marche, ha introdotto il nuovo disegno di legge promosso «per eliminare gli attuali blocchi e ripristinare l’intesa Stato-Regione» dal senatore Francesco Verducci. E’ stato lo stesso primo firmatario a presentare l’iniziativa nella sala consiliare di Comunanza, in un incontro-confronto con diversi sindaci del cratere tenutosi il 6 aprile «proprio nel giorno in cui ricorre il decimo anniversario del terremoto che ha devastato l’Aquila», ha ricordato la Casini.

I partecipanti all’incontro di Comunanza

«Si fa un gran parlare di come è andata avanti la ricostruzione anche da noi -ha rimarcato la vice presidente- senza risparmiare critiche alle tante, troppe ordinanze a firma dei precedenti Commissari per la ricostruzione». «Il disegno di legge -ha detto il senatore del partito democratico- parte dalle necessità del nostro entroterra, ora in difficoltà e che non possiamo permetterci di perdere. E’ necessario accelerare e semplificare, contrastando l’immobilismo nel quale ci sta proiettando l’attuale Governo, che non ha più alibi per continuare a voltarci le spalle». I principali punti toccati da Verducci nella proposta vanno dalla possibilità per Comuni e Regione di implementare il personale all’affidamento diretto dei lavori nella ricostruzione privata, passando per il sostegno alle imprese del cratere con una norma sul codice appalti che permette avere lotti funzionali. «Imputiamo agli attuali governanti -ha aggiunto Verducci- anche l’aver rimosso il tema del sostegno alle imprese e al lavoro come dimostrato nel non aver voluto rifinanziare la zona franca urbana».

Casini, Antognozzi e Curti

C’era anche Giovanni Gostoli, segretario regionale dem. «Il nuovo quadro normativo nasce dalla voce del territorio a cui non interessano le bagarre politiche – ha affermato – I nuovi governati hanno avuto la grande fortuna di non aver vissuto fase dell’emergenza e di poter raccogliere quanto fatto da chi c’era prima di loro. Ma hanno chiuso le porte alla collaborazione che, come partito democratico abbiamo loro messo a disposizione per la nostra capacità progettuale laddove si brancola ancora nel buio. Vorremmo che se ne tenesse conto. Ricostruzione e sviluppo devono camminare di pari passo. Solo così sarà possibile fare del più grande dramma delle Marche la più grossa opportunità di rilancio».

Gostoli, Verducci, Cesaroni e Casini

«Il terremoto sta accelerando l’inesorabile spopolamento delle aree interne»,  ha denunciato Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli e sindaco di Montegallo. «Nessuna risposta sulle perimetrazioni né certezze per la ricostruzione delle seconde case, linfa vitale per i piccoli borghi- ha aggiunto –  Il Cas poi va subito rivisto. Così come è pensato, e di cui ammetto siamo responsabili tutti noi che militiamo nello stesso schieramento politico degli ideatori, farà si che intere famiglie migrate sulla costa a fronte di un congruo sostegno, non torneranno più a Montegallo».

Il senatore Verducci

«A 8 mesi dall’insediamento del nuovo Governo – hanno detto all’unisono Augusto Curti, sindaco di Force, e Giovanni Borraccini, di Rotella (alla riunione c’erano anche Antonio Del Duca sindaco di Montedinove ed il vice di Palmiano Patrizio Testa) – regna l’abbandono di fronte a quello che da tutti è stato ormai definito il più grande cantiere d’Europa. E dove il malcontento, dei tecnici incaricati è inferiore solo della frustrazione che provano nel non poter dare concrete risposte ai cittadini».  «Li ho contati – ha sottolineato Borraccini –  sono 22 i passaggi amministrativi per arrivare solo all’affido dei lavori in una pratica di ricostruzione».
Sara Calisti, responsabile della segreteria organizzativa del Pd piceno, ha manifestato con l’esigenza di “dire alcune cose sul terremoto”. «Il governo pare ci abbia dimenticato – ha esordito –  La crisi delle aree interne ha preceduto il terremoto e sono ancora molte le incertezze dei piccoli imprenditori che, senza apposite misure, non avranno altra scelta che andarsene». Invece «contrastare lo spopolamento e riavviare l’economia è stato da subito tra i principali obiettivi delle Amministrazioni locali», ha ricordato Alberto Antognozzi, consigliere di Comunanza e responsabile del circolo montano del Pd, elencando quanto fatto dal sindaco Cesaroni e dagli altri rappresentanti dei Comuni del cratere nella vertenza Whirlpool.
«E come abbiamo abbassato la guardia – ha continuato Alvaro Cesaroni – ci siamo trovati con un accordo fatto tra azienda e sindacati che incentiva l’esodo a fronte di ben 85.000 euro. Non è questo quello di cui il territorio ha bisogno. Il lavoro e le infrastrutture sono determinanti per sperare in una ripresa. Servono azioni incisive portate avanti con logiche di carattere inclusivo e non politico. Invece a due anni e mezzo dal sisma ci agitiamo alla ricerca di una bussola che ancora ci guidi nella ricostruzione».

 


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