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La Quintana è in lutto,
è morto Armando Bianchini

ASCOLI - Storico quintanaro del Sestiere di Porta Solestà, aveva messo a disposizione la sua esperienza come coordinatore di corteo. L'amore per la città anche attraverso il Carnevale e la pubblicazione di romanzi storici

Armando Bianchini

Quintana in lutto. E’ morto Armando Bianchini, 67 anni (compiuti due mesi fa), storica figura del Sestiere di Porta Solestà, ma non solo. Armando se ne è andato dopo una malattia contro cui combatteva da tempo e che non gli ha lasciato scampo, lasciando in un dolore indescrivibile la moglie Adele Biondi e la figlia Alessandra. Ex dipendente dell’Inpdap, era quintanaro fin da ragazzino, e nel suo Sestiere aveva ricoperto diversi ruoli, tra cui quello di tamburino. Da diversi anni, considerata la sua esperienza, svolgeva il ruolo di coordinatore di corteo, proprio come la moglie che è uno dei più validi collaboratori del coreografo Mirko Isopi. Era stato anche membro del Consiglio d’Amministrazione dell’Ente Quintana, ma soprattutto tra gli animatori di tutte le iniziative organizzate dal Sestiere di Porta Solestà. Aveva una parola e un consiglio per tutti, a prescindere da colori.

La sua ascolanità a tutto tondo emergeva ogni anno anche a Carnevale quando diventava uno dei protagonisti del gruppo mascherato che realizzava insieme ai suoi giovani amici del quartiere. L’amore per Ascoli è stato sempre tangibile, tanto che aveva scritto dei romanzi storici come “Prigionieri della libertà-Vicenda ascolana” nel 2014, “Uniti nella discordia” del 2016 e il recentissimo “L’Apostolo di Ascoli” uscito appena un mese fa, incentrato sulla figura del venerabile Marcucci.

Fin dalla prima edizione, Armando è stato anche la “voce” di “Sestieri all’erta”, la manifestazione che dal 2016 apre i due mesi quintanari con un evento che vede protagonisti veterani e giovani leve della rievocazione storica. Armando mancherà, non solo alla Quintana.

a.fer.


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