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Frenquellucci (centrosinistra): «Periferie
abbandonate da Castelli, riapriremo
il centro di aggregazione a Monticelli»

ASCOLI - Le proposte del candidato sindaco di Pd, Art1 e Psi: «Ripristineremo anche il vigile di quartiere»

«Le periferie della nostra città sono state per troppo tempo trascurate da questa amministrazione, che le ha private di servizi essenziali senza avere nessuna idea per migliorare la vita dei cittadini. Il quartiere di Monticelli è stato privato  del suo centro di aggregazione giovanile: noi vogliamo ripristinarlo per dare anche ai ragazzi di questa parte della città  la possibilità di incontrarsi, studiare, suonare uno strumento e produrre arte come era possibile solo fino a pochi anni fa».

Pietro Frenquelluci (Foto Andrea Vagnoni)

E’ l’accusa che arriva dal candidato sindaco del centrosinistra, Pietro Frenquellucci che si sofferma in particolare sulla situazione del quartiere di Monticelli. «Vogliamo -aggiunge- anche valorizzare realtà importanti come la parrocchia che già da anni svolge un ruolo fondamentale per le nuove generazioni. Favoriremo queste realtà, anche in altre zone della città,  creando sinergie, alleggerendo il carico burocratico e assicurando il pieno supporto istituzionale al loro sviluppo.  Alla pianificazione urbanistica del quartiere sono stati allocati fondi rilevanti. Noi crediamo che tali somme andrebbero anche destinate ad una progettazione che trasformi il cuore del quartiere, creando uno spazio di socialità come una piazza o un parco unendo finalmente un quartiere spezzato in due dall’asse centrale che lo attraversa. È subito necessario accelerare l’intervento sulla scuola media, una presenza fondamentale per un quartiere così popoloso che deve fornire tutti i servizi possibili alle giovani famiglie con figli se si vuole assicurare che una nuova generazione continui a vivere a Monticelli». «Alle famiglie di tutti i quartieri e frazioni -prosegue- dobbiamo inoltre assicurare una quotidianità serena, per questo la nostra amministrazione ripristinerà alcuni presidi di sicurezza come il vigile di quartiere. Significherebbe avere una figura di riferimento familiare che darebbe il segno tangibile della presenza delle istituzioni e del loro impegno nella lotta al degrado. Se non restituiamo sicurezza e tranquillità ai cittadini saranno sempre gli ultimi a soffrirne maggiormente ed è riportandoli al centro della nostra proposta che vogliamo costruire una città che non sia fatta solo del suo centro storico ma che viva con pienezza tutto il suo territorio».


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