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Sanità, la Usb a Ceriscioli:
«No al taglio del personale»

IL SINDACATO USB denuncia una grave carenza di organico e chiede di rimettere al centro della politica regionale la sanità pubblica. «Modificare subito la delibera sugli organici». Sciopero il 10 maggio
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Il sindacato regionale Usb del personale sanitario, che per il 10 maggio ha proclamato uno sciopero generale «per una Sanità pubblica che torni ad essere il faro della politica regionale», invita il presidente della Regione Luca Ceriscioli, che ha anche la delega per la Sanità, «a non operare tagli al personale delle Aree Vaste, a garantire il rinnovo dei contratti a tempo determinato e a porre fine alle esternalizzazioni nelle Rsa dell’Area Vasta 5 di Ascoli e Area Vasta 2 di Ancona». L’Unione Sindacale di Base Marche Sanità ha già inviato, il 30 marzo scorso, una lettera a Ceriscioli chiedendo di modificare la delibera di giunta 82 del 2019 e di adeguare il piano triennale della performance Asur 2019-2021. Che cosa significa per i non addetti ai lavori? «Con la delibera di giunta 82 – spiega la Usb rappresentata da Mauro Giuliani, Milena Montesi e Stefano Tenenti – si riduce drasticamente il finanziamento della spesa per il personale dipendente della sanità pubblica con un taglio di 17 milioni di euro tutto a carico dell’Asur e quindi delle Aree Vaste con articolazione territoriale. La conseguenza inevitabile di questa misura è che si determina un ulteriore taglio al personale dipendente già insufficiente a garantire i livelli essenziali di assistenza (Lea) con inevitabile diminuzione dei già carenti servizi erogati ai cittadini».

Luca Ceriscioli

«Tutto ciò comporterà – continua l’Usb – e la giunta delle Marche ha già percorso questa strada, ulteriori esternalizzazioni dei servizi territoriali ed ospedalieri incrementando così il ricorso alla sanità privata come dimostrano le operazioni fatte all’ospedale di Cagli e nelle Rsa della Provincia di Ancona e di Ascoli nonché, da ultimo, dell’assistenza domiciliare integrata nell’Area Vasta di Ascoli concessa in appalto. E’ ora possibile procedere celermente – auspica il sindacato  – alla modifica di tutta la normativa sin qui prodotta perché il Ministero competente ha provveduto a rimuovere il vincolo della riduzione di spesa alla quale tutte le Regioni dovevano sottomettersi, cioè la riduzione della spesa per il personale fino a raggiungere la stessa del 2004 (- 1,4%). Perciò la delibera 82 va subito modificata liberando il sistema da lacci e lacciuoli. Il personale è strettamente necessario per garantire i Lea e quel riposo psico-fisico necessario che è anche un diritto al lavoratore, riposo che sempre più è a rischio per la carenza d’organico come pure ad evitare l’incertezza del godimento delle ferie estive. Le stabilizzazioni non sono assunzione di nuovo personale ma semplicemente legalizzare chi da tempo lavora con contratti a tempo determinato e ha maturato i requisiti per essere stabilizzato. I lavoratori sono già stati colpiti e impoveriti dal taglio dei fondi contrattuali – è sempre la voce della Usb – per questo ci stiamo battendo in tutte le sedi per chiedere con forza il loro ripristino. I lavoratori inoltre sono ulteriormente colpiti da applicazioni unilaterali dell’Asur su indennità di turno, festivi infrasettimanali e ore di straordinario».

La Usb dice infine no alla costruzione di strutture sanitarie pubbliche-private: «La realizzazione di nuovi ospedali con la formula della finanza di progetto è l’esatto contrario di quello che serve ai cittadini. Dove sono stati realizzati sono stati  un vero e proprio disastro per le finanze pubbliche contribuendo anche a determinare liste d’attesa sempre più lunghe che allontanano il cittadino dalla sanità pubblica e lo consegnano alla sanità convenzionata o alla libera professione intramoenia».


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