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Per l’Ascoli un finale in salita:
nelle ultime cinque partite
dovrà affrontare avversari motivati

SERIE B - Venezia e Crotone lottano per salvarsi, il Cittadella per disputare i playoff, Palermo e Brescia per la promozione diretta. Sei punti di vantaggio sulla zona retrocessione sono rassicuranti, ma è meglio non fidarsi
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di Bruno Ferretti

Un finale in salita attende l’Ascoli che nelle ultime cinque giornate dovrà affrontare avversari assai motivati, a caccia di punti per raggiungere i loro obiettivi: Venezia (lunedì prossimo) e Crotone all’ultimo turno lottano a denti stretti per salvarsi, il Cittadella per restare nella griglia playoff (attualmente occupa l’ottavo posto, l’ultimo utile), Brescia e Palermo cercano la promozione diretta evitando la lotteria degli spareggi. Ecco perché i bianconeri di Vivarini dovranno cercare di sfruttare al massimo la prossima partita col Venezia e chiudere definitivamente il discorso salvezza. Una volta tagliato questo traguardo, l’Ascoli potrà affrontare le ultime quattro partite senza patemi, evitando di arrivare alle ultime due giornate con l’acqua alla gola. Voltandosi indietro aumentano i rimpianti dei bianconeri per i tanti punti persi, spesso in extremis, e le rimonte subite.

Ma adesso tutte le attenzioni sono rivolte al Venezia di Cosmi (per la prima volta da ex al “Del Duca”) reduce dalla vittoria con il Foggia nello scontro diretto e sicuramente molto motivato. Insomma, un avversario temibile. Il Venezia é al quintultimo posto e, se il campionato finisse oggi, dovrebbe disputare i playout proprio con il Foggia. L’Ascoli ha un vantaggio rassicurante di sei punti sulla zona retrocessione, ma non può fare sconti a nessuno. Neppure a Serse con il quale, nella passata stagione, c’è stato un rapporto intenso che però è durato poco e si è interrotto con il cambio di proprietà. Cosmi era gradito alla maggior parte dei tifosi e lui sarebbe rimasto volentieri sulla panchina dell’Ascoli. Ma la nuova dirigenza ha preferito la strada del rinnovamento puntando su Vincenzo Vivarini, abruzzese di Ari (Chieti), già allenatore di Teramo, Latina e Empoli. I risultati ottenuti fin qui sono stati discreti, ma l’Ascoli poteva e doveva fare qualcosa di più. Sul suo cammino altalenante hanno influito anche le prolungate assenze di giocatori importanti come Ardemagni e Lanni.


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