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Vivarini: «A Cittadella partita
che vale i playoff,
cercheremo di vincerla»

SERIE B - L'Ascoli ha anticipato di un giorno la partenza dopo l'allenamento del venerdì a porte chiuse. I convocati sono 24. Il mister: «All'inizio del campionato molti ci avevano messo fra le retrocesse, e invece eccoci qui»
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di Bruno Ferretti

«Un calo di tensione a Cittadella?  Mi auguro proprio di no. E’ vero che durante l’anno ci è capitato diverse volte di commettere questo errore, ma non deve ripetersi. Adesso l’Ascoli è una squadra più matura, coscienziosa e consapevole dei propri mezzi. Credo, insomma, che a Cittadella non si ripeterà».

Vincenzo Vivarini

Parole di Vincenzo Vivarini, allenatore dell’Ascoli, in vista della partita del “Tombolato”. Solo tre punti separano i bianconeri dal Cittadella ottavo, e vincendo lo raggiungerebbe a quota 45. Resta la speranza di agganciare la griglia playoff e l’Ascoli ci prova. Ecco perché il viaggio per il Veneto è stato anticipato di un giorno. Ormai quasi una superstizione, la comitiva bianconera è partita oggi, venerdì, in pullman dopo l’allenamento a porte chiuse al “Picchio Village”. Fra i 24 convocati mancano Addae (deve scontare il secondo e ultimo turno di squalifica, ma raggiungerà i compagni in vista del match di Brescia dove potrà giocare), Beretta, Laverone e Bacci ancora indisponibili.

«È una partita che ci può portare ai playoff e cercheremo di giocare al meglio delle nostre possibilità – ha aggiunto Vivarini – contro un Cittadella che considero la squadra più organizzata del campionato, un ostacolo difficile da superare, ma a questo punto abbiamo il dovere di provarci. Se riusciremo a vincere, potremo proseguire il discorso nelle ultime partite. In caso di sconfitta, invece, saremo fuori fa ogni discorso. Tornando al Cittadella, è una squadra che pratica un calcio essenziale, senza fronzoli – ha proseguito – giocano insieme da quattro, cinque anni con lo stesso allenatore e quindi si conoscono a memoria. Non penso a una squadra in crisi perché ha perso le ultime due partite, piuttosto a una squadra che vorrà rifarsi e giocherà in maniera molto aggressiva anche per impedirci di fare il nostro gioco».

Vivarini prima di chiudere vuole togliersi qualche sassolino. «All’inizio del campionato molti ci hanno considerato come una squadra condannata alla inevitabile retrocessione – dice – invece ci siamo salvati con un mese di anticipo. Alcuni addetti ai lavori mi consideravano inesperto, ma sono sulla panchina dell’Ascoli perché ho vinto campionati, non per grazia ricevuta. Mi sto giocando una parte importante della carriera».

Addae, squalificato a Cittadella, raggiungerà i compagni in vista della successiva partita col Brescia (Foto Edo)


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