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Fuori dal tunnel, Di Mattia:
«Basta giovani costretti ad emigrare
Il futuro è anche un corso di laurea
in digital marketing»

ASCOLI - Lo schieramento è una novità assoluta. Quanto riuscirà a raccogliere? «Il primo risultato, con la nostra lista, lo abbiamo già ottenuto: siamo riusciti a portare al centro dell’attenzione i giovani. Ora tutti inseriscono la parola giovani in dichiarazioni, manifesti, programmi e altro ancora dopo che per anni tutti si sono dimenticati di noi». «Il ballottaggio non ci interessa»

 

Alberto Di Mattia con i suoi ragazzi

di Franco De Marco

La novità assoluta delle elezioni comunali  del 26 maggio ad Ascoli  è costituita dalla lista civica “Fuori dal tunnel”, tutta un programma, che sostiene la candidatura a sindaco di Alberto Di Mattia, studente universitario, il quale vuole rappresentare le istanze dei giovani. Una lista giovane per i giovani. Quanto consenso potrà raccogliere  è un altro rebus di questa competizione elettorale. Lo schieramento rifugge da etichette ideologiche e dice di voler fare solo gli interessi di quell’esercito di giovani che per trovare un lavoro è costretto ad andare lontano da Ascoli. L’entusiasmo è tanto.

Candidato sindaco Alberto Di Mattia, si descriva agli elettori. Racconti la sua storia personale di vita e di politica e perché gli ascolani la dovrebbero votare.

«Sono nato 24 anni fa ad Ascoli dove tutt’ora vivo nella casa costruita dal mio bisnonno emigrante negli Usa a soli 14 anni e di ritorno da New York nei primi anni Venti. Come per la maggior parte dei mie coetanei, posso dire aver vissuto intensamente la mia adolescenza negli ambienti scolastici di cui serbo un ricordo indelebile perché generato in uno dei luoghi in cui i ragazzi maturano le loro idee per la propria vita futura.

Alberto Di Mattia

Ho una grande passione per il calcio, quasi genetica per noi ascolani, così come per la Quintana e il suo senso di appartenenza. Dal 2010 sono arbitro di calcio e questa attività mi ha dato la possibilità di una crescita rilevante dal punto di vista umano. Raggiunto il diploma di ragioniere presso l’ Itcg “Umberto I”, dove sono stato anche tra gli animatori delle feste studentesche, mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche a Teramo dove, mi auguro a breve raggiungerò l’obiettivo della laurea. Pur studiando, nel tempo libero ho sempre seguito le vicende dell’azienda di famiglia ora canalizzata in un network nazionale. A me e mia sorella Lucia, sin da piccoli, i nostri genitori hanno messo in condizione di poter strutturare idee ed opinioni nella massima libertà. Ho letto e leggo molto e sono un appassionato di storia greco-romana e medievale, pur senza dimenticare che siamo nel 2019 e che le chiavi di lettura del mondo si aggiornano continuamente, pur restando convinto che per comprendere il presente ed avere una attenta visione del futuro non possiamo ignorare il passato.

Perché gli ascolani dovrebbero votarmi? Perché io e gli altri ragazzi della nostra lista vorremmo invertire la tendenza di una città che vede sempre più ragazzi e cittadini in genere andarsene e vorremmo contribuire, proprio con le competenze innovative delle nuove generazioni, a disegnare l’identità futura di Ascoli creando delle aspettative migliori per tutti».

Illustri tre interventi operativi qualificanti per la rinascita della città, indicando anche dove reperirà le risorse necessarie.

«Nel nostro programma ci sono diverse ipotesi operative. Priorità per la città del futuro è sicuramente il lavoro con la conseguente ripresa economica. In tal senso, prevediamo, tra i vari progetti, istituire ad Ascoli un corso di laurea professionalizzante nei settori emergenti del digital marketing, ancora in una fase embrionale in Italia, da mettere al servizio di aziende del territorio e anche di fuori confine creando nuove posizioni lavorative di prospettiva. Il potenziale attrattivo del corso universitario, che potrebbe essere ospitato anche nella struttura del Polo scientifico e tecnologico, è individuabile in una vasta area del centro Italia che ricomprende Marche, Umbria, Abruzzo e Molise. A trarre benefici sarebbero le aziende, i giovani e anche l’economia del territorio che potrebbe avere ricadute importanti dall’ampliamento della presenza universitaria in città. L’operazione non richiederebbe costi se non la messa a disposizione gratuita della struttura all’eventuale Università disposta ad entrare nel Piceno con il nuovo corso e tutte le eventuali strutture di supporto già esistenti. A questo aspetto riteniamo importante affiancare anche l’attivazione di concorsi di idee e bandi per coinvolgere i giovani “cervelli” al fine di portare sul territorio i consistenti finanziamenti europei a disposizione.

Un’altra priorità, collegata alla ripresa della città, è quella di puntare con convinzione sul turismo e la collegata rigenerazione del centro storico. In tal senso numerose sono le azioni previste nel programma, ma citiamo l’attivazione di bandi per affidare a giovani o disoccupati nuovi servizi legati al turismo che facciano fare un salto di qualità alla città da questo punto di vista e lo stanziamento fisso di un budget importante annuo per la promozione turistica a livello nazionale. I fondi per la copertura sarebbero reperibili sia presentando progetti per bandi specifici con fondi europei sia col coinvolgimento di sponsor importanti pronti a schierarsi a sostegno di un territorio che cerca di rialzarsi dopo il terremoto. Per quel che riguarda il centro storico, deve tornare ad essere vivo, abitato, vissuto e attrattivo. E noi pensiamo ad esenzioni per due anni dalle tasse comunali per chi si trasferisce a vivere in centro e vi resta per almeno 5 anni, per chi ristruttura edifici e per affitta negozi a prezzi calmierati definiti dal Comune. Esenzione anche per i commercianti che insediano nuovi negozi nelle vie che si cercherà di caratterizzare per tipologia, in linea con diverse città turistiche. I soldi a copertura di tali azioni, trattandosi comunque di cifre non rilevanti, si possono recuperare dal taglio agli sprechi per consulenze, incarichi, collaborazioni e quote di società partecipate inutili e dal recupero dell’evasione fiscale.

Terza priorità, il sociale e la tutela di chi è in difficoltà economiche ma non rientra in altre formule di sostegno che, ovviamente, andrebbero mantenute. In questo caso, pensiamo ad una card, per chi è sotto una certa fascia di reddito, per la riduzione del pagamento di servizi pubblici come servizio bus, parcheggi e altri servizi andando a compensare le somme che il Comune andrà ad integrare per garantire le riduzioni con prestazioni a vantaggio della comunità, ovvero ore di lavoro volontariato rapportate alle agevolazioni di cui si usufruisce, ad esempio per servizi utili come assistenza fuori dalle scuole, pulizia verde, manutenzioni ordinarie di spazi pubblici. I costi, quindi, verrebbero coperti dai risparmi relativi a questi ultimi servizi».

Lei si accredita come rappresentante delle istanze dei giovani. Quali sono stati gli errori e/o le dimenticanze delle ultime Amministrazioni comunali, Lei cosa avrebbe fatto?

I candidati (Foto Andrea Vagnoni)

«Gli errori e le dimenticanze di tutta la classe politica ascolana nel corso dei decenni passati sono un po’ estremamente sintetizzati nel video con cui è iniziato il percorso della nostra lista “Fuori dal tunnel”. Tutto parte dalla mancanza di programmazione sia per delineare quale avrebbe dovuto essere la nuova identità da dare, già a quei tempi, alla città in previsione della fine della Cassa del Mezzogiorno, sia per creare le condizioni, come avvenuto in altri territori, per ottenere le infrastrutture e i collegamenti necessari. Cosa avrei fatto? Quello che stiamo proponendo ora, ovvero avrei messo in campo subito idee operative per consentire una riconversione della nostra obsoleta area produttiva “ossigenandola” con nuove vocazioni. Puntando sull’innovazione. Questo avrebbe consentito e consentirebbe ora di seguire nuovi percorsi di sviluppo liberando così il territorio da quelle vecchie ipoteche messe decenni fa sul proprio futuro, a discapito dei giovani ascolani e di tante persone rimaste senza lavoro».

Quale risultato elettorale si aspetta? Indichi una percentuale. In un eventuale ballottaggio si sentirebbe più vicino a Fioravanti o a Celani ? A Frenquellucci o a Nardini ? A Tamburri o a Ferretti? 

«Il primo risultato, con la nostra lista, lo abbiamo già ottenuto: siamo riusciti a portare al centro dell’attenzione i giovani. Ora tutti inseriscono la parola giovani in dichiarazioni, manifesti, programmi e altro ancora dopo che per anni tutti si sono dimenticati di noi. E questo l’elettore dovrebbe valutarlo… La realtà è che in campagna elettorale, finora, i ragazzi erano considerati solo un riempitivo per le liste…Il secondo nostro obiettivo, in termini elettorali, non vogliamo quantificarlo in numeri o percentuali anche perché essendo noi neofiti della politica non abbiamo dati precedenti di riferimento. Sarebbe bello, innanzitutto, riuscire a far sentire la nostra voce in Comune. Il ballottaggio? Non ci interessa, perché noi guardiamo solo al prossimo obiettivo, ovvero ad ottenere voti per la nostra lista “Fuori dal tunnel”. E, comunque, per noi non contano i nomi, ma le idee».

 Dove ha sbagliato, o cosa non ha fatto e avrebbe dovuto fare, il sindaco Guido Castelli, nel corso delle ultime due legislature?

«Al di là del singolo provvedimento, Castelli e tutta la classe politica degli ultimi decenni hanno perso di vista la definizione dell’identità nuova da dare alla città, attraverso una precisa strategia, evitandone lo spopolamento e il graduale declino economico. Dalla Casmez ad oggi, si è sempre ragionato, di 5 anni in 5 anni, su come ripresentarsi alle urne, senza pensare seriamente al futuro di Ascoli, una città che invecchia e si spopola».

Qual è la sua visione generale di città e di mondo ? Nella politica verso gli immigrati si sente più vicino a Matteo Salvini o a Papa Francesco?

«La mia visione personale è quella imperniata fondamentalmente sul rispetto reciproco delle persone di ogni età e di ogni razza sempre nel rispetto delle regole che devono caratterizzare una civiltà e la grande casa comune che è il mondo. Questo è il principio che, a mio avviso, dovrebbe valere in ogni città, in ogni casa, in ogni famiglia. Ovviamente, la nostra lista nasce con l’obiettivo di operare sul territorio comunale e, quindi, non ha una condivisione ideologica comune tra i vari candidati che, invece, condividono buon senso, partecipazione e le idee concrete per far rinascere Ascoli. Per questo non credo opportuno esprimere una posizione personale, ad esempio, sulla vicinanza con Salvini o con il Papa, che potrebbe erroneamente passare per una posizione condivisa da tutta la lista».

 Il maggior difetto e la maggiore qualità degli ascolani?

«La migliore qualità degli ascolani credo sia quella forza, come la storia testimonia, di reagire e combattere le avversità e riuscire a venirne comunque a capo, oltre ad un grande cuore nei confronti di chi ha bisogno. Il maggiore difetto, invece, credo possa essere identificato nella mancanza di una reale cooperazione per una visione di insieme dei problemi e per la creazione di una vera strategia territoriale in grado di raggiungere obiettivi comuni, come ad esempio la creazione di nuove infrastrutture. Manca un po’ il coraggio di raccogliere le sfide importanti per cercare di cambiare il destino del territorio. Quel coraggio che noi di “Fuori dal tunnel” speriamo gli ascolani possano trovare per aiutarci a cambiare passo alla nostra città, prima che sia troppo tardi».

 


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