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Croce Santa, una grande festa
per ricordare il miracolo eucaristico
(Foto e video)

OFFIDA - La benedizione dei fedeli davanti alle sante reliquie che, dalla chiesa (terremotata) di Sant'Agostino, sono state spostate in quella della Collegiata dove vengono venerate. La storia di Ricciarella e del marito Giacomo Stasio. Il grande spettacolo delle "fontane danzanti"
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video, foto e testo di Simone Corradetti

Grande festa ad Offida per la “Croce Santa”, dove si ricorda il Miracolo Eucaristico. Dopo il terremoto del 2016, le sante reliquie sono state spostate dalla chiesa comunale di Sant’Agostino alla chiesa della Collegiata in Piazza del Popolo. Il parroco della Collegiata, don Sebastian Dias, ha accolto i fedeli provenienti anche da diverse località delle Marche e dell’Abruzzo, facendo il segno della croce sulla fronte dei devoti. Tutto ciò per ricordare un avvenimento accaduto nel 1273 a Lanciano.

E’ la storia di Ricciarella e del marito Giacomo Stasio, carrettiere, i quali passavano giornate fra continui litigi. La donna, per riconquistare la pace familiare, si fece convincere da una fattucchiera a trafugare l’ostia consacrata durante la comunione mattutina per mescolarla nei cibi del marito e, dopo aver a lungo meditato, la pose su un coppo arroventato per polverizzarla. A questo punto avvenne il prodigio, perché l’ostia si trasformò in brandelli di carne ed il sangue incominciò ad uscire così copioso tanto che la donna fu costretta a tamponare il coppo, sul quale aveva posto l’ostia, con una tovaglia domestica. Presa dal rimorso seppellì tutto nella stalla sotto il letame ma, alla sera, quando il marito tornò dal lavoro, il mulo si rifiutò di entrare nella sua dimora. Solo dopo ingiurie e percosse il mulo entrò nella stalla, ma si inginocchiò con il muso rivolto verso il luogo dove erano sepolti i resti dell’atto sacrilego. Siccome la scena si ripeteva tutte le sere e l’armonia fra i coniugi diventava sempre più precaria, la donna confessò tutto a fra Giacomo Diotallevi, priore del convento agostiniano, il quale prese i resti del miracolo e, nel 1280, li portò ad Offida.

Nel pomeriggio c’è stata la processione per le vie del centro storico di Offida e, per concludere i festeggiamenti, a tarda sera in Piazza del Popolo l’atteso spettacolo pirotecnico delle “fontane danzanti”.

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