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Il centrosinistra e Frenquellucci:
«Impianti sportivi, che disastro
Rischio deriva verso la zona est»

ASCOLI - «La pallanuoto è stata costretta a chiudere». La proposta del candidato sindaco: «Vogliamo rilanciare il comprensorio di colle San Marco con gli impianti sportivi e la possibilità di dare vita a percorsi naturalistici. Sarebbe anche il luogo ideale per il ritiro delle squadre di calcio viste anche le difficoltà attuali a raggiungere Norcia»

Da sinistra Tatiana Traini, Pietro Frenaquellucci, Luca Gabrielli, Nicolò Civita e Francesco Ameli (Fotoservizio Renoir)

di Renato Pierantozzi

«Ma quale città europea dello sport, la situazione degli impianti sportivi è disastrosa». E’ l’affondo del candidato sindaco del centrosinistra Pietro Frenquellucci e dei candidati nelle liste in suo appoggio come Tatiana Traini (Attivamente Ascoli), Nicolò Civita (Territorio è sviluppo), Luca Gabrielli, Angelo Procaccini e Francesco Ameli del Pd. «Lo sport ha anche un importante risvolto sociale -dice Frenquellucci- e per questo abbiamo voluto capire, caso per caso, la situazione degli impianti cittadini. Al di là del doveroso impegno per l’Ascoli Calcio, ci siamo resi conto che lo scenario è preoccupante. Ci sono impianti da ridisegnare come il velodromo di Monticelli, la pista di pattinaggio che dopo una breve stagione è tornata nel dimenticatoio. Senza poi dimenticare il problema della gestione con molte società che non ce la fanno ad andare avanti».

I CANDIDATI – «Penso -dice l’avvocato Tatiana Traini (Attivamente)- al caso della piscina comunale dove viene negato, nonostante la convenzione parli chiaro, l’accesso alle società sportive ascolane che c’erano prima con oltre 150 atleti costretti ad allenarsi in altre piscine sovraffollate e inadatte alla pallanuoto e al nuoto sincronizzato. Una situazione che ha portato ad esempio allo scioglimento della squadra di pallanuoto che dopo la promozione è stata costretta ad emigrare addirittura a Roseto per giocare. Una situazione incredibile e assurda». «La città europea dello sport -aggiunge Civita (Territorio è sviluppo)- ha a disposizione soltanto tre campi da calcio: Monticelli, dove si gioca con le pezze sul sintetico con il rischio di farsi male; San Marcello, che è comunque pieno per il settore giovanile del Piazza Immacolata e Monterocco dove per mesi si sono attesi i nuovi fari. E’ in arrivo lo scambio tra il campo Aurini e gli ex Agostini, ma anche lì ci andrà l’Atletico Ascoli e il rugby e quindi rischia di riempirsi sin da subito». «Si va avanti -accusa Gabrielli (Pd)- con il pressappochismo come accaduto nella realizzazione della tribuna est e senza una visione anche in un settore che ha un forte valore sociale come nel caso di Monticelli dove le uniche realtà sono la parrocchia e la società sportiva. La stessa squadra del quartiere negli ultimi anni non ha mai potuto giocare a casa sua essendo stata costretta ad emigrare a Monte San Giusto, Castel di Lama, Sant’Egidio e Grottammare. Ora con lo spostamento verso gli ex Campi Agostini la città scivolerà sempre di più verso Castel di Lama». «I cattivi governi nazionali e regionali del Pd -ironizza Ameli- hanno portato milioni di finanziamenti anche per gli impianti sportivi, Monticelli e pure per il parcheggio di san Pietro in Castello. Ma il sindaco si dimentica sempre di ringraziare». «Anche il campo scuola -conclude Frenquellucci- hai suoi problemi tra il manto della pista, il tratto coperto e la collina a rischio frana. Servono fondi per circa un milione. Perché poi non si pensa al rilancio complessivo di san Marco con gli impianti sportivi e la possibilità di dare vita a percorsi naturalistici. Sarebbe anche il luogo ideale per il ritiro delle squadre di calcio viste anche le difficoltà attuali a raggiungere Norcia»


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