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Le specialità di pesce dell’Intingolo
mettono d’accordo Ascoli e San Benedetto

ASCOLI - Il nuovo locale lungo la Piceno Aprutina ha già conquistato i gourmet del Piceno: dal calamaro ripieno con un'oliva fritta alla spigola all'Anisetta. Tutte le delizie dello chef Emidio
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I tre moschettieri: Sandro, il cuoco Emidio e Giovanni

Emidio cucinava talmente bene che l’appuntamento del giovedì sera in una piccola taverna era diventata una tappa fissa per un gruppo di amici. E se per caso il giovedì capitava di festa, si doveva recuperare “obbligatoriamente”. Cucinava così bene che alla fine nel piatto non restava nulla nemmeno l’intingolo. E proprio dal condimento ha preso il nome il nuovo ristorante, nato proprio dalla passione dei tre amici Sandro, Giovanni ed Emidio, che si trova in via Piceno Aprutina 106, nei locali un tempo occupati da Alberti Auto, poco prima di Marino del Tronto, venendo da Ascoli. Lo scopo è quello di far degustare al cliente, con la stessa filosofia delle cenette fra amici di un tempo, pietanze semplici e con materie prime di qualità inducendolo a lasciare il piatto sempre ben pulito dalle salsine e condimenti che le caratterizzano, facendogli apprezzare fino in fondo il piacere dei vari intingoli proposti. La specialità è il pesce che arriva fresco da San Benedetto, ma l’estro è tutto del cuoco Emidio. Che non disdegna anche piatti innovativi ma saldamente ancorati ai sapori e agli ingredienti locali. Nasce così il piatto ribattezzato dell’ “armistizio”: un calamaro fritto con all’interno una vera e propria oliva fritta all’ascolana. O la spigola all’Anisetta Meletti dry su letto di porri. O i calamari ripieni di asparagi avvolti in lardo di patanegra su fondo di rosette fogliari di papavero selvatico. All’Intingolo nulla è dato per scontato o confezionato altrove: ed anche le alici vengono sfilettate a mano e l’insalata di mare è fatta al momento.

(articolo promoredazionale)

 

 

 


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