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Dal Movimento 5 Stelle
duro attacco al Pd
e alla sua gestione della Sanità

ASCOLI - Il candidato sindaco Tamburri e il consigliere comunale Manni: «Cosa ne sarà del futuro del Piceno? Se si porta via l'ospedale da Monticelli, quanto pagheremo in termini di spopolamento e danni economici alla città?»
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Ultime scintille di campagna elettorale. A mettere pepe sugli ultimi giorni prima del voto ci pensa il Movimento Cinque Stelle, che attacca senza mezzi termini il Pd e la sua gestione della politica sanitaria. «Colpire al cuore la città di Ascoli sembra essere il loro obiettivo principale – spiegano il candidato sindaco Massimo Tamburri e il consigliere comunale uscente Giacomo Manni – sulla Sanità, gestita dalla Regione, hanno raggiunto nuove vette. La già precaria situazione che viviamo, dopo essere stati colpiti dal sisma, trova nelle azioni e nelle scelte del Partito Democratico una ulteriore arma contro i cittadini. Cosa ne sarà del futuro Piceno? Quanto pagheremo in termini di spopolamento e di danni economici alla città? Quale riflesso ci sarà per il territorio se si sta portando via un ospedale provinciale dal quartiere Monticelli? Un intero sistema-città vive e ruota intorno al nostro nosocomio che, in maniera indiretta, ha contribuito a costruire in questi anni il tessuto sociale e economico del nostro capoluogo.  La volontà cieca dei signori della Regione, insieme ai fidi locali, è quella di umiliarci per dare seguito alle loro scelte infauste. Ne è una prova l’ultimo grido delle sigle sindacali».

Massimo Tamburri e Giacomo Manni

«Al Pd regionale e a quello locale piace molto la favola della rana bollita, ancora di più quando sono i cittadini a subirla dentro quel grande pentolone in cui stanno cuocendo la sanità del Piceno – continuano i due esponenti pentastellati – l’ospedale unico e tutte le gravissime mancanze nel nostro territorio hanno inesorabilmente preso a modello proprio quella favola. Siamo alle porte dell’estate e ci risulta che non esista ancora un piano di rinnovi e assunzioni del personale sanitario per far fronte alle vitali esigenze dei nosocomi piceni. Il verdetto che ne esce fuori, denunciato dalle sigle sindacali, è angosciante: si accorperanno reparti per recuperare il personale mancante, con le tipiche procedure di “emergenza”, con cui si giustificano i tagli. Funziona così: si fanno piccoli cambiamenti per far abituare piano piano tutti al loro inesorabile destino, quello di chiudere gli ospedali e farne uno solo. La rana bollita, appunto».

«I dati, purtroppo, vanno tutti in questa direzione – ribadiscono Manni e Tamburri – è noto a tutti che il Governo ha varato un decreto che svincola il tetto di spesa per le Regioni e garantisce i fondi per le assunzioni di personale e per il rinnovo dei contratti ma, a quanto pare, da noi non viene applicato. Il Pd depaupera e smantella l’esistente in nome di un “nuovo” ospedale che ancora non esiste. E nel frattempo? Cosa offriamo ai pazienti? Continui viaggi della speranza verso Ancona e Pesaro, dove i posti letto ci sono e ci sono anche tutte le specialistiche necessarie, poco importa se si trovano ad oltre 100 chilometri di distanza».

«È una vergogna – chiosano i grillini – e la vicina Umbria è un esempio lampante di come da sempre il Pd affronti le sue responsabilità politiche di fronte al maltolto che ricade sui cittadini: se ne frega e continua il suo inesorabile tremendo lavoro. Fra qualche anno, se continuerà a decidere il Pd, non potremo neanche più fregiarci di essere nati nella nostra stupenda città. Far finta di non sapere significa avallare lo smantellamento del nostro ospedale e l’impoverimento di Monticelli e di Ascoli».


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