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L’ultimo saluto a Riccardo Piconi
Il fratello Matteo:
«E’ stato un grande dono
un esempio per tutti noi»

ASCOLI - La chiesa di Mozzano, dove è stato celebrato il funerale del ventenne morto all'ospedale di Ancona, è diventata più piccola del solito. A stringersi intorno ai familiari, una folla tra cui il sindaco Castelli, il presidente dell'Ascoli Tosti e tanti tifosi bianconeri. Le parole di don Andrea Tanchi
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di Maria Nerina Galiè

“Riccardo vive”, ha ripetuto più volte don Andrea Tanchi durante la cerimonia funebre di Riccardo Piconi, il giovane ascolano morto a 20 anni martedì 21 maggio scorso. A dare l’ultimo saluto al ragazzo, venerdì pomeriggio 24 marzo, c’era una folla immensa e composta che la piccola chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Mozzano non è riuscita a contenere. In tantissimi hanno assistito alla celebrazione dal piazzale esterno, raggiunti dall’altoparlante dal quale risuonavano parole di conforto e di speranza. «Se lasciamo spazio al dolore senza guardare avanti – ha detto don Andrea Tanchi – allora siamo fregati. Riccardo vive nel ricordo di coloro che lo hanno conosciuto e amato. Nella serenità che continua a trasmettere anche in questo momento. Nella testimonianza di un amore, senza chiedere nulla in cambio. Nelle iniziative del suo “Fan Club”, ragazzi che ho visto crescere ed ora, uniti nel nome di Riccardo, hanno tirato fuori il meglio di sé».

“Fratello, guerriero, Fiorino per sempre” recita lo striscione firmato “I tuoi amici”, attaccato al muro di contenimento della chiesa di Mozzano. «In questi vent’anni Riccardo ce lo siamo proprio goduto» ha affermato con la voce rotta dall’emozione Matteo Piconi, il fratello maggiore di Riccardo, nel ringraziare tutti per la numerosissima partecipazione e vicinanza alla famiglia. «E’ stato un grande dono  – ha aggiunto – ed un esempio per tutti noi. Non si è mai arreso, né mai lamentato. Il suo ricordo sarà indelebile». Al termine della cerimonia, l’uscita della bara bianca è stata accolta da un festoso volo di colombe e palloncini, nonostante la pioggia battente che fino a quel momento si era limitata a minacciare. Ma nessuno si è allontanato o ha cercato riparo.

Riccardo era ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale Torrette di Ancona dalla scorsa settimana, dopo aver affrontato un intervento chirurgico nella vana speranza di strapparlo ad un destino ormai segnato da una malattia con cui conviveva dalla nascita ma che negli ultimi mesi si era pericolosamente aggravata. A rendere omaggio al giovane c’erano anche alcuni amministratori del Comune di Ascoli, tra cui il sindaco Guido Castelli (il padre del ragazzo, Giuseppe, è un dipendente comunale), il presidente e il socio azionista dell’Ascoli Calcio, Giuliano Tosti e Gianluca Ciccoianni. Riccardo era un accanito tifoso, lo zio Mauro Cesari è delegato alla sicurezza dello stadio “Del Duca” per il club bianconero ed il fratello Matteo ne era stato per diversi anni lo speaker.

Quando Riccardo era tra la vita e la morte al Torrette, gli Ultras 1898 hanno affisso un striscione sulla balaustra dell’ospedale dorico. L’episodio ha coinvolto in bel momento di coesione la tifoseria bianconera e quella della squadra di Ancona, ai quali gli ascolani avevano chiesto il permesso di posizionare lo striscione.


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