Emergenza lavoro, Forza Italia:
«Si gioca con la pelle delle persone»

L'ATTACCO del partito di Berlusconi alle politiche del Governo Lega-5 Stelle e alla guida della Regione: «Sono occupati in imbarazzanti scaramucce che rendono sempre più ridicolo il nostro Paese». I casi Whirlpool e Mercatone Uno
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«Mercatone Uno, Whirlpool, aziende che chiudono o delocalizzano con migliaia di persone letteralmente per strada (per Mercatone Uno 1.800, per Whirlpool 450, per l’ultima azienda marchigiana che ha delocalizzato, 100 lavoratori in crisi) e famiglie in ginocchio. Ogni giorno assistiamo a un vero e proprio bollettino di guerra in materia di lavoro, imprenditoria, economia». E’ l’inizio della nota congiunta di Jessica Marcozzi, capogruppo di Forza Italia in Regione, del senatore Andrea Cangini e del commissario regionale Marcello Fiori. Tutti e tre critici con l’operato del Governo Lega-5 Stelle, ma anche con la guida Pd della Regione, in materia di occupazione, con ovvio focus si quanto sta accadendo soprattutto nel sud delle Marche.

Marcozzi, Fiori e Cangini

«I governi nazionale e regionale non fanno nulla, incapaci di dare risposte concrete -è il prosieguo-. Anzi sono occupati in imbarazzanti scaramucce che rendono sempre più ridicolo il nostro Paese agli occhi dell’Europa e del mondo, brancolano nel buio e quando si improvvisano in annunci non fanno altro che far crollare ancor di più l’economia nazionale e regionale. Si sta giocando con la pelle dei lavoratori e delle loro famiglie e la possibilità di dare uno sviluppo economico a intere aree del nostro territorio».
«L’Italia e le Marche vivono una autentica emergenza che è quella del lavoro -vanno avanti Marcozzi, Fiori e Cangini-. Forza Italia è vicina al dramma di questi lavoratori e si batterà in tutte le sedi istituzionali (Regione, Parlamento italiano ed Europeo) per dare immediatamente una risposta di sostegno economico ai lavoratori coinvolti e individuare la soluzione imprenditoriale che dia le migliori certezze per il futuro. Ed è ora che coloro che si trovano alla guida degli italiani, diano ai lavoratori e alle famiglie le risposte che meritano. Altrimenti si facciano da parte prima che sia troppo tardi».
«E’ ormai non più rinviabile -conclude la nota- un serio piano di sviluppo infrastrutturale (utilizzando i fondi europei) con sgravi alle imprese in modo da favorire le assunzioni, vere, l’occupazione, la nascita di aree industriali adeguate e la permanenza dei cicli produttivi delle aziende sul territorio. Serve insomma una programmazione per lo sviluppo industriale sul territorio, a partire dalle zone depresse e colpite dal sisma, con l’alleggerimento della pressione fiscale su imprese e famiglie. Ma di tutto ciò nei progetti del Governo non c’è nemmeno l’ombra. L’unica lettera di licenziamento che davvero sarebbe necessaria è quella che gli italiani possono inviare a questo Governo».


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