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«Dedicato a Fabrizio»
La Pfm sale sulla macchina del tempo
e riempie il PalaRiviera (Foto e Video)

MUSICA - Successo di pubblico per la tappa di San Benedetto, in cui il gruppo guidato da Franz Di Cioccio ha celebrato De André a 20 anni dalla scomparsa. Una crescendo di successi, da "Bocca di rosa" e "Andrea" fino a "Le buona novella". La sorpresa su "La canzone di Marinella" con la voce di Faber
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La Pfm dal vivo al PalaRiviera

di Luca Capponi 

(foto e video di Andrea Vagnoni)

«Ora salirete con noi sulla macchina del tempo…». Le luci si abbassano, Franz Di Cioccio torna a sedersi alla batteria e partono riconoscibilissime le note de “La canzone di Marinella“. La sorpresa arriva alla voce: stavolta a cantare è proprio lui, Fabrizio De André, per un effetto inatteso che colpisce il pubblico e, davvero, lo trascina indietro negli anni, quando la Pfm e il poeta dividevano insieme il palco donando nuova luce ai brani del cantautore genovese.

Pubblico in pied per la Pfm

Quello che si è tenuto davanti a un PalaRiviera sold out martedì 4 giugno è stato un tributo a quarant’anni dai quei memorabili concerti (che sfociarono in due dischi live pubblicati tra il 1979 e il 1980) e a 20 dalla scomparsa di Faber, avvenuta nel 1999.
Dunque, pubblico per la maggior parte brizzolato e scaletta che inevitabilmente ricalca quella dell’epoca, composta da sempiterni brani come “Bocca di rosa”, “La guerra di Piero“, “Andrea”, “Un giudice”, “Rimini”, “Giugno ’73”. Nella seconda parte, probabilmente la più riuscita, spazio all’immortale “La buona novella”, il concept del 1970 che sancì la prima collaborazione con I Quelli, gruppo che di lì a poco si sarebbe trasformato, con l’ingresso di Mauro Pagani, nella Premiata Forneria Marconi.

Franz Di Cioccio

Di Cioccio c’era, così come poi arrivarono anche il bassista Patrick Djivas e il violinista Lucio Fabbri, e tra un quadro e l’altro racconta aneddoti riguardanti l’amicizia con De André, tra pranzi innaffiati di Vermentino, i dubbi di Fabrizio che voleva ritirarsi a vita privata o quella volta che per vederli in concerto a Nuoro lo stesso (che non aveva la patente) si fece dare un passaggio da un pastore. «Ora lo immagino a bisbocciare con Edgar Lee Masters e Hemingway» sospira il batterista/cantante, che chiude il live con “Volta la carta” e una potente versione di “Amico fragile”, prima dell’inevitabile bis di “Il pescatore” e di una “Celebration” che arriva a sorpresa, con in coda il finale di “Impressioni di settembre”.
Finale con acclamazione standing ovation per la super formazione, nove elementi, composta anche da Alessandro Scaglione (tastiere), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alberto Bravin (voce, tastiera, chitarra), Roberto Gualdi (batteria) e Michele Ascolese, chitarrista di Faber dal 1991 al 1999.

 


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