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Salvini in Cattedrale,
l’ira di Ameli (Pd):
«Fuori la politica dal Duomo»

ASCOLI - «Penso che non era mai successo, fino ad ora, vedere dentro alla Chiesa la propaganda politica a favore di un candidato sindaco con tanto di magliette. E spero siano in tanti, insieme a me, a prenderne le distanze»
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Da sinistra Giorgia Latini, Marco Fioravanti, Giovanni D’Ercole e Matteo Salvini dentro al Duomo

«Penso che non era mai successo, fino ad ora, vedere dentro al Duomo, la propaganda politica a favore di un candidato sindaco con tanto di magliette. E spero siano in tanti, insieme a me, a prenderne le distanze. Fuori la politica dal Duomo!». E’ l’accusa che arriva dal capogruppo del Pd, Francesco Ameli, dopo la presenza del ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, questa mattina in Duomo a far visita al vescovo Giovanni D’Ercole. Una visita legata ai danni del terremoto come poi spiegato dalla Diocesi, ma le polemiche esplodono ugualmente vista la presenza all’interno della Cattedrale del candidato sindaco Marco Fioravanti. Ameli attacca anche altri aspetti della visita del “Capitano”. «Quando -afferma l’esponente dem in un lungo messaggio social- ho visto i tanti cartelli di divieto di sosta nella mia città, Ascoli, mi son detto: che bello finalmente dei lavori di riqualificazione! Invece no, erano solo a precauzione del Ministro della Paura. Che appare ovunque tranne che al Viminale è cosa nota. Ma che la città sia sotto “assedio” è un costo alto per i cittadini. Polizia, Carabinieri, Digos etc sono costi che sosteniamo per una campagna elettorale drogata di menzogne. E come denunciato da L’Espresso si lega la presenza istituzionale con la campagna politica, con una commistione che poco ha a che fare con il buon senso. Ma le cose che più mi hanno colpito sono state due. Penso che mai sia successo fino ad ora, vedere dentro al Duomo, la propaganda politica a favore di un candidato sindaco con tanto di magliette. E spero siano in tanti, insieme a me, a prenderne le distanze. Fuori la politica dal Duomo!

Matteo Salvini sul sagrato del Duomo

E poi il ministro dei selfie, poteva andare nelle zone terremotate invece di scriverlo su facebook e rendersi così conto dell’immobilismo e dell’indifferenza (anche mediatica) a cui questo governo ci ha costretto. Una settimana fa le popolazioni dell’entroterra hanno macinato chilometri per andare a manifestare a Roma, ma lui era impegnato ad urlare contro gli ultimi. Inoltre -conclude- Salvini spieghi al suo candidato che nelle Marche gli ospedali li costruiamo nuovi come stiamo facendo a Ascoli, Ancona, Fermo, Macerata e Pesaro o potenziamo quelli esistenti. E ricordiamoci che proprio il Governo ha indicato le Marche come Regione benchmark, cioè con la migliore sanità pubblica».

 

Il Vescovo D’Ercole: «A Salvini ho fatto vedere i danni del terremoto»


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