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Dai 984 spettatori di Bolzano
ai 6.000 di Ascoli
Zanetti dovrà gestire un’altra pressione

SERIE B - Situazioni ambientali molto diverse. La tifoseria bianconera garantisce una forte spinta alla squadra: tanto calore porta motivazioni, ma anche aspettative
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La prima di Zanetti al “Del Duca”. Accanto a lui il ds Tesoro e dietro l’azionista Ciccoianni, il presidente Tosti (coperto) e il dg Lovato

di Bruno Ferretti

Il nuovo allenatore Zanetti, avendo giocato nell’Ascoli, conosceva il “Del Duca” e il calore dei tifosi bianconeri. Ma sabato scorso, quando è entrato in campo insieme al presidente Tosti, all’azionista Ciccoianni, al dg Lovato e al ds Tesoro per la partita delle vecchie glorie, è rimasto sorpreso nel vedere sugli spalti tanta gente, tante bandiere, nell’ascoltare tanti cori. Un entusiasmo contagioso, emozionante. Quasi cinquemila spettatori per un’esibizione degli ex, in un giorno feriale, non sono certo pochi. Il popolo bianconero ha reso un caloroso  omaggio ai protagonisti del passato. Oltre 70 i partecipanti al festoso revival, tornati ad Ascoli da ogni parte d’Italia.

La presenza di Zanetti fra tanti ex é stata significativa: ha rappresentato una sorta di ideale passaggio dall’Ascoli di ieri a quello di oggi, e soprattutto domani. Il nuovo trainer ha salutato i tifosi assicurando che «la mia squadra sarà all’altezza di tutto questo. Siete straordinari». Insomma tutto bene, tutto bello. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e bisogna tenerne conto. L’Ascoli può contare, in casa e in trasferta, sul sostegno e la spinta di una tifoseria che non teme confronti, spesso determinante per il raggiungimento del risultato. Tanto entusiasmo e tanta partecipazione collettiva alle vicende bianconere creano, inevitabilmente, grande attesa e pressione. Ad Ascoli la partita non dura 90 minuti ma… sette giorni. Se ne parla, in tutta la città, fino alla prossima. La squadra e soprattutto l’allenatore che la guida devono essere capaci di sostenere questa pressione ambientale. Anche questo può spiegare perché, in passato, diversi allenatori giovani o di limitata esperienza, ad Ascoli non hanno bene.

Il riferimento riguarda Pane, Di Costanzo, Gustinetti,  Chiarenza, fino al più recente Maresca, la scommessa (persa) di Bellini. L’eccezione che conferma la regola è Giampaolo che in bianconero ha trascorso due stagioni assai positive spiccando il volo verso la serie A. E adesso è pronto per sedersi sulla panchina del Milan. Ma non va dimenticato che Marco Giampaolo, ad Ascoli, ha avuto il supporto di un tecnico come Massimo Silva, molto esperto e prodigo di consigli al giovane collega. Zanetti ha allenato per due anni il Sud Tirol in Serie C con buoni risultati. Ha lavorato in un ambiente molto tranquillo, senza pressioni. Al “Druso”, lo stadio di Bolzano con una capienza di 3.000 spettatori, nell’ultimo campionato si é registrata una media di 984 presenze.

Al “Del Duca” sono state oltre 6.000. Non è la stessa cosa. E Bolzano conta più del doppio degli abitanti di Ascoli. Paolo Zanetti, insomma, dovrà tenere conto di questa realtà e prepararsi a sostenere l’urto. All’emergente tecnico veneto, nel suo primo anno di Serie B, di certo non mancheranno le motivazioni e la voglia di far bene.


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