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La bonifica dell’ex Carbon,
summit a Palazzo Chigi:
in arrivo il commissario Vadalà

ASCOLI - Presente anche l'assessore regionale all'ambiente, Angelo Sciapichetti che ha ribadito la posizione dell'Ente sul finanziamento ministeriale per la bonifica: «I fondi non sono mai stati assegnati e quindi non sono stati trasferiti»
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Ex Carbon, summit a Roma alla  presidenza del Consiglio dei Ministri dove, martedì, si è svolta un’audizione sulla questione della bonifica e messa in sicurezza dell’area ex area industriale. Come è noto, nelle more dell’approvazione del progetto di bonifica, nel 2014, dopo l’acquisto da parte della Restart nel 2011,  la stessa area è stata oggetto di una procedura d’infrazione promossa dalla Unione Europea  in relazione alla presenza di discariche ritenute “abusive”.

L’interno dell’ ex Carbon

A seguito di alcune controversie legali,  relative anche agli obblighi assunti dalla società acquirente  sulla bonifica dell’area,  si è arrivati ad oggi alla volontà del Governo e in particolare del Ministro all’Ambiente, Sergio Costa di nominare un commissario ad acta per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente , individuando nell’ex generale dei Carabinieri in congedo, Giuseppe Vadalà, tale figura. Presente anche l’assessore regionale all’ambiente Angelo Sciapichetti che, prendendo atto della decisione del Governo sul commissariamento, ha tuttavia illustrato la posizione della Regione Marche sostenendo che «non sono mutate le condizioni per cui, come più volte rappresentato, non sarebbe necessario l’intervento di un commissario con conseguente impiego di risorse finanziarie pubbliche, poiché la stessa Regione si è sempre dichiarata disponibile ad intervenire in caso di inadempienza della Restart,  anche se i fondi Cipe destinati alla messa in sicurezza non sono mai stati assegnati. Infatti è l’unico motivo per cui non si è dato il via alla procedura è perché i fondi non sono mai stati trasferiti.  Inoltre – ha ribadito ancora Sciapichetti – la stessa Restart nel febbraio di quest’anno aveva dichiarato davanti al Tar di voler procedere all’inizio dei lavori e alla stipula della convenzione con il Comune di Ascoli che però non è mai avvenuta». 


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