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Grotte, misteri e l’incanto
del Lago di Pilato
Festival dell’Appennino, la rima più bella:
natura uguale cultura

PICENO - L'ottava edizione entra nel vivo portando arte e bellezza nei luoghi più belli ma meno noti dell'entroterra. A Spelonga l'anteprima della Festa Bella, poi tappe a Montemonaco, Venarotta e Acquasanta, dove si andrà alla ricerca della Grotta del Petrienno. Il 22 settembre l'omaggio a Fabio Zeppilli
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La meraviglia del Lago di Pilato

di Luca Capponi

Dai misteri del Lago di Pilato alla grotta perduta del Petrienno, dall’omaggio all’amico Fabio Zeppilli all’escursione sotto le stelle per il solstizio d’estate. Edizione numero 8 per 10 tappe tra natura e cultura, rima mai casuale quando si parla di Festival dell’Appennino. L’evento itinerante, divenuto ormai stabile nel calendario estivo (e non solo) del Piceno, dopo la tragedia del sisma ha assunto un significato ancora più importante per il luoghi dell’entroterra (e per i loro tesori spesso dimenticati) che non vogliono alzare bandiera bianca.

Lanciotti, Antonini, Nicu e Treggiari

«Offriamo un’esperienza sensoriale che resta dentro, chi vive il festival vive un’emozione a 360 gradi fatta di sensibilità, qualità, attenzione, difficile da dimenticare anche dopo anni» dice a ragion veduta Andrea Antonini, uno dei creatori della manifestazione che, dopo le due anteprime di Ascoli e Montedinove, vedrà la sua prossima giornata dell’edizione 2019 il 15 giugno a Spelonga di Arquata per “Aspettando la Festa Bella”. Trattasi di un appuntamento che vuole rendere omaggio alla rievocazione triennale che gli spelongani realizzano per ricordare la Battaglia di Lepanto a cui un drappello di compaesani partecipò nel 1571. Il rendez vous in loco è per le 9,15 con un menù che prevede escursione (9,30), performance teatrale in lingua “Goat ankles and purple sky eyes” (“Le fate dai piedi caprini”, ore 12,45), pranzo (13,30), e concerto dei “Suoni d’Africa” (alle 15).

Una tappa del Festival dell’Appennino 2018

«Il tratto che ci distingue è sicuramente quello di andare sui territori per ascoltare e collaborare, la nostra organizzazione parte dal basso, interagisce con associazioni, pro loco, Comuni, volontari, realtà da cui trae forza e spirito Abbiamo creato una rete che nel tempo ha fidelizzato una buona fetta di pubblico, in media 200-300 persone a tappa» ribadisce un’altro di quelli che lavora al festival sin dalla prima ora, ovvero Carlo Lanciotti di “Appennino Up”. A dare il proprio contributo in sede di presentazione ufficiale anche Valeria Nicu dell’Associazione Guide Turistiche Marche V Regio e Stefano Treggiari di Aps “Libero Spirito”, che contribuisce con i suoi  laboratori dedicati alle erbe della tradizione dove trova spazio il prezioso lavoro di ricerca, catalogazione e recupero degli antichi ricettari e della medicina popolare.
Tra gli altri eventi da menzionare quello del 21 giugno a Venarotta con “Solstizio d’estate” e la passeggiata in partenza alle 16 da Capodiapiano per giungere alla collina di Sant’Antonio tra laboratori e musica (alle 21,15 live con i Buxi Dixie). Il 30 giugno spazio a “Verso il lago biblico”, con protagonista assoluto lo spettacolare Lago di Pilato: qui l’escursione (impegnativa) partirà alle 7,30 da Foce di Montemonaco, arrivo in loco alle 10,30 con presentazione de “Il libro del comando” a cura di Aps “Libero Spirito”, la performance voce e violoncello “Cecco d’Ascoli: poeta e astrologo” con Giuseppe Caggiula e Federico Bracalente, ritorno a Foce per il pranzo e infine i balli popolari con i Piceni Pizzicati (15,15).

La Grotta del Petrienno

Il 6 luglio si resta nel territorio di Montemonaco per “Sibille e Marie”, nella frazione di Altino per la precisione, da dove si partirà per arrivare alla chiesa di Santa Maria in Pantano (alle 10,30 si terrà la conferenza del professor Maio Polia “Virgo Sapiens e il regno della Sibilla”). Una volta tornati ad Altino, spazio al teatro con “The starry cave” (“La grotta della Sibilla”, ore 12,30) e al racconto musicale con arpa “La poetica e il mistero della Sibilla” dell’associzione MusiCantiArpistici (ore 15).
Il festival proseguirà il 12 luglio con “Tra tufo e travertino” a Santa Maria di Acquasanta Terme, il 7 settembre a Palmiano con la “Sagra della patata”, il 22 settembre a Cervara (Ascoli) con “Quella sottile liena di confine tra Marche e Abruzzo” (ci sarà anche il concerto tributo al compianto musicista Fabio Zeppilli) e chiusura il 28 settembre, sempre nel Comune di Acquasanta Terme, con la puntata alla Grotta del Petrienno per “Appennino perduto”.


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