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Ascoli, il caso Papa Waigo
Dal 2016 si attendono 500.000 euro
per il risarcimento danni

CALCIO - Tre anni e mezzo fa il Tas di Losanna condannò in appello la società Al-Wahda degli Emirati Arabi e l'attaccante che nel 2012 se ne era andato senza alcun indennizzo. La curatela fallimentare non si arrende

di Bruno Ferretti

Papa Waigo, ex bianconero dell’Ascoli (40 presenze e 15 gol nel campionato di Serie B 2011-2012) ha chiuso la sua prima stagione nel North American Soccer League (secondo campionato statunitense) con il Miami United. L’attaccante senegalese si è trasferito in Florida lo scorso marzo dopo essere tornato per qualche mese in Italia. In quel periodo disputò 8 partite con la Folgore Caratese (Serie D, girone A), presieduta da Michele Criscitiello, giornalista televisivo di Sport Italia. Poi a marzo Papa Waigo se ne è andato in America.

Papa Waigo con la maglia dell’Ascoli

Il senegalese nell’estate del 2012 lasciò l’Ascoli Calcio del presidente Roberto Benigni (e anche la propria famiglia) per andare in cerca di fortuna e denaro nel Dubai dove è rimasto sei anni, cambiando squadra ogni stagione. Durante la recente parentesi in Italia, Papa Waigo ha svolto un corso allenatori organizzato dalla Figc a Coverciano: a 35 anni e mezzo, evidentemente, si sente a fine carriera e pensa al suo futuro. E’ ancora aperta, intanto, la vertenza aperta dall’Ascoli che rivendica il mancato indennizzo da parte della società araba Al-Wahda che sette anni fa ingaggiò Papa Waigo senza pagare il dovuto parametro.

Papa Waigo con la maglia della Folgore Caratese (foto da folgorecaratese.it)

La Fifa avrebbe dovuto sanzionare l’Al-Wahda e Papa Waigo per doppio tesseramento, visto che aveva prolungato il suo contratto con l’Ascoli per altri due anni, fino al 2014. Nell’aprile 2014, invece, la Fifa ha respinto il ricorso dell’Ascoli Picchio del presidente Bellini, nel frattempo subentrato (febbraio 2014) dopo il fallimento dell’Ascoli Calcio (dicembre 2013). Ribaltando questa sentenza di primo grado, il Tas di Losanna (Tribunale arbitrale dello sport) nel gennaio 2016, in appello, ha condannato Papa Waigo e la società Al-Wahda a risarcire all’Ascoli 500.000 euro, più gli interessi. Tale somma è destinata alla curatela fallimentare che tuttora gestisce il post fallimento dell’Ascoli Calcio di Benigni. Ma tutti i tentativi effettuati dai curatori (l’avvocato Walter Gibellieri, i commercialisti Emidio Verdecchia e Franco Zazzetta) finora sono stati vanificati da una serie di difficoltà burocratiche.

Dialogare con una società araba non è semplice, così come é complicato intercettare Papa Waigo e metterlo di fronte alle sue responsabilità. A rendere tutto più difficile c’è che l’Ascoli Calcio, che fallì nel 2013, non è più una società affiliata alla Figc. Il recupero dei 500.000 euro deliberati dal Tas, insomma, é diventato pressoché impossibile. Ma la curatela fallimentare non si è arresa, e si prepara a percorrere altre strade.

 


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