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Il festival da vivere a 360 gradi
Tornano “I Teatri del Sacro”,
l’avventura dello spirito

ASCOLI - L'evento, giunto alla sua seconda edizione, si terrà dal 19 al 23 giugno in location come il Filarmonici e la chiesa dei Ss. Vincenzo e Anastasio. Dieci spettacoli ad ingresso gratuito che puntano sul porsi domande più che sul cercare risposte
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di Franco De Marco

Dieci spettacoli, da mercoledì 19 giugno a domenica 23, per affrontare il tema della spiritualità, del sacro, a 360 gradi, sia dal punto di vista del credente sia da quello del non credente. E’ il festival “I Teatri del Sacro” che per la seconda volta, dopo l’edizione del 2017 (la manifestazione è biennale), torna tre le cento torri. Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le location vanno dal Filarmonici fino alla chiesa dei Ss. Vincenzo e Anastasio.
L’interessante manifestazione è stata presentata in Municipio dal sindaco Marco Fioravanti, dal consigliere comunale Donatella Ferretti – che ha avuto così l’investitura seppur non ufficiale a nuovo assessore comunale alla cultura – , dal direttore artistico Fabrizio Fiaschini, dal segretario generale Anec Francesco Giraldo, da Roberto Paoletti presidente della Bottega del Terzo Settore e uomo di teatro, e da don Giampiero Cinelli in rappresentanza del vescovo Giovanni D’Ercole.

Un’immagine dalla prima edizione

Questo festival, sui generis, di grande valore sociale, di certo non “vedi e scappa”, per un pubblico disposto alla riflessione e al dialogo, propone appuntamenti  in prima assoluta che poi potranno girare l’Italia. «La selezione -commenta Fiaschini– è avvenuta su 250 domande di partecipazione. Ne abbiamo scelte 10. Il tema è la spiritualità. Il porsi domande più che cercare risposte. Il filo conduttore è la creazione di reti di relazione e il desiderio di riscatto e di bellezza. E’ una nuova e sorprendente avvenura dello spirito. A caratterizzare il programma sarà l’orizzone tematico evocato dalle Opere di Misericordia, sintesi emblematica di un concerto di carità che si fa azione coniugando la dimensione verticale del rapporto con Dio con quella orizzontale della solidarietà verso il prossimo. Insegnare agli ignoranti, accogliere gli stranieri, vestire gli ignudi, perdonare le offese, sono alcuni dei precetti scelti dagli artisti in scena ad Ascoli dando al festival una forte connotazione sociale che ben rappresenta le caratteristiche culturali ed artistiche del progetto».  Dice ancora Fiaschini: «Le conferme e il successo ottenuti non hanno cristallizzato “I Teatri del Sacro” nella scontata replicazione di un format sempre uguale. Se vuole davvero essere uno sguardo vivo e contemporaneo sulla questione del sacro, aperto a credenti e non credenti, il festival deve assumersi i rischi del cambiamento per cogliere gli svluppi e i nuovi interrogativi che la prospettiva religiosa pone al tempo presente».

La presentazione del festival

L’evento, che quest’anno festeggia il decennale, è approdato ad Ascoli due anni fa da Lucca. «E’ una manifestazione di altissimo valore – sottolinea Donatella Ferretti – che vede anche la collaborazione di tante associazioni cittadine». E cita il corso di alta formazione professionale per operatori di teatro sociale finanziato dalla Fondazione Carisap in collaborazione con Laboratorio Minimo Teatro e con attuatore Federgat.
Il neo sindaco Fioravanti fa subito una dichiarazione d’intenti: «La  nuova Amministrazione vuole puntare fortemente sulla cultura per la rinascita dopo il dramma del terremoto. Questo festival presenta spettacoli e, soprattutto, sollecita le coscienze degli ascolani ad ascoltare se stessi, fermare il tempo e ritrovare il valore umano. Ascoltare e accettare. Mettiamoci tutti in rete contro la deriva di atteggiamenti di vittimisto».
Una caratteristica della manifestazione è il rapporto con il pubblico. Tutti i giorni, a mezzogiorno, nel centro “L’Impronta“, il pubblico può porre domande e dialogare con gli artisti. Lo spettacolo non muore dopo la visione. E si può anche assistere alla nascita, alla preparazione, del lavoro. Insomma si entra davvero dentro al teatro e ai suoi tempi. Info point presso “L’Impronta” dalle 10 alle 17,30. Tel. 389.5852300 (10-12 e 14-17).

Il programma


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