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Park a San Pietro in Castello, Italia Nostra:
«Inutile in un luogo così ricco di storia»

ASCOLI - Le perplessità dell'associazione sulla destinazione dell'area: «Rispetto per i pregevoli resti di memorie storiche, occorrono interventi in grado di valorizzarle, previa un sistemica individuazione di tutte le tracce degli antichi edifici e delle remote testimonianze di civiltà»
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«Un fatto è comunque certo: tutto quanto da noi evidenziato conferma l’inopportunità di destinare un sito così denso di memorie storiche e di presenze archeologiche e monumentali alla realizzazione di un parcheggio per   poche auto». Italia Nostra, attraverso il presidente Gateano Rinaldi, torna sui temi dell’attualità cittadina. E lo fa con una lettera inviata, in primis, al sindaco Marco Fioravanti ed alla Soprintendenza di Ancona. Oggetto della nota, l’area contigua alla chiesa di San Pietro in Castello, oggetto di restyling da parte dell’Amministrazione comunale.

San Pietro in Castello

«Non poggiavano sulle sabbie mobili le preoccupazioni sulle modalità di utilizzazione della zona -spiega Rinaldi-, quando fu fatto presente che quel sito conservava sicuramente testimonianze pregevoli ed importanti di monumenti e costruzioni sicuramente antecedenti all’attuale conformazione dell’edificio di culto. Già in epoca romana fu utilizzato proprio per la posizione particolarmente favorevole per la realizzazione di strutture difensive. Strutture successivamente utilizzate durante il periodo di dominazione longobarda. D’altra parte il fatto che si parli di San Pietro “in castello“, giustifica ampiamente questa supposizione».
«Ma l’importanza del sito -va avanti Italia Nostra- assunse un rilievo ancora maggiore, quando fu ivi realizzata la prima chiesa circa nell’anno 1000 con annesso il primo episcopio di Ascoli. Importanza confermata dalla custodia nella chiesa delle spoglie di San Benedetto Martire. Senza dimenticare che proprio per l’importanza della chiesa, per la sua consacrazione furono invitati vari vescovi tra cui Sant’Ubaldo di Gubbio. L’attuale struttura, sopraelevata rispetto alla base della precedente costruzione, si deve ai lavori effettuati nella seconda metà del 1400».

Dalla pianta del Ferretti

«L’individuazione dell’antico portale situato circa un metro sotto l’attuale piano di calpestio conferma la nostra precedente supposizione -va avanti Rinaldi-. E’ da ritenersi che analoghe scoperte dovrebbero o potrebbero esser effettuate in corrispondenza dell’abside. Rimane salda, quindi, la nostra convinzione che il sito dovesse essere utilizzato in maniera più rispettosa di questi pregevoli resti di memorie storiche, con interventi in grado di valorizzarle, previa un sistemica individuazione di tutti i resti degli antichi edifici e delle remote testimonianze di civiltà, inserendone la visione e la fruizione in un progetto di sistemazione, eventualmente simile a quello elaborato ed illustrato da due giovani architetti in un incontro che abbiamo dedicato al tema, che prevedeva di destinare l’area alla realizzazione di una struttura idonea a fornire servizi culturali innovativi alla città utilizzando, tra l’altro, in maniera conveniente gli edifici già presenti nell’area, che conservano sostanzialmente la forma dell’antico castello, termine con cui ancora oggi viene indicato il sito stesso e realizzando una sorta di teatro all’aperto con la visione del magico profilo della città di Ascoli e delle rupi del Colle San Marco».
«Siamo comunque certi -è la conclusione- che la Soprintendenza di Ancona saprà con il consueto attento e meticoloso rigore seguire l’evolversi dei lavori in corso di effettuazione per salvaguardare almeno l’integrità e la valorizzazione dei reperti già venuti alla luce e di quelli che dovessero ancora essere individuati».


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