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Sibillini, nasce il Consorzio
Forestale San Leonardo

PRENDE il nome dall'eremo situato nelle Gole dell'Infernaccio e gestirà 800 ettari di bosco. Se ne è parlato durante il seminario tenutosi ad Umito di Acquasanta Terme
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Oltre 800 ettari di bosco da gestire nel migliore dei modi per trasformare quella che per secoli ha rappresentato un’economia di sussistenza per le popolazioni della montagna. Nasce così l’idea delle Comunanze agrarie di Villa Vetice e di Rubbiano di unire gli sforzi e costituire un unico consorzio forestale per gestire insieme il bosco situato nel territorio comunale di Montefortino, in pieno Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

L’Eremo di San Leonardo

Il nuovo organismo si chiamerà Consorzio Forestale San Leonardo, dal nome del monastero nei pressi della Gola dell’Infernaccio. Anche di questo si è parlato mercoledì 19 giugno, nel corso del seminario “La certificazione forestale: dalla valorizzazione dei prodotti forestali non legnosi alla promozione di filiere legno ed energia” che si è tenuto ad Acquasanta Terme.
Una bella novità per un’area che ospita, oltre a bellezze naturalistiche, anche beni storici e architettonici. «Ci sono tutte le potenzialità economiche per istituire una vera e propria filiera italiana del legno, del carbone ma anche dei prodotti di montagna come funghi e tartufi» spiega Gabriele Calliari, presidente nazionale di Federforeste. Il consorzio permetterà una gestione unica dell’area con le conseguenti economie di scala. Le Comunanze sono istituzioni antichissime. «Serviva -aggiungono Armando Marconi e Alessandro Visotti, presidente e direttore di Coldiretti Ascoli Fermo- una forma associativa più snella per portare avanti un’attività competitiva, soddisfare i soci e creare al tempo stesso le prospettive per evitare lo spopolamento delle aree interne e magari, perché no, aumentarle grazie a nuovi posti di lavoro».

Un momento del seminario

Si tratta di un primo importante passo per l’area boschiva di Montefortino. In vista, magari, di tentare la certificazione di qualità e sostenibilità proprio come ha fatto la Comunanza Agraria di Montacuto a Umito di Acquasanta.


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