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Il vangelo secondo Antonio,
a teatro il dramma
dei malati di Alzheimer

ASCOLI - Si chiude il Festival "I Teatri del Sacro" connun bilancio molto positivo. Due appuntamenti: alle 17 documentario nel Nuovo Cineteatro Piceno e alle 19,30 nel Teatro dei Filarmonici
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di Franco De Marco

Si chiude oggi il Festival “I Teatri del Sacro” dedicato al tema della spiritualità. Alle ore 17, nel Nuovo Cineteatro Piceno viene proiettato il documentario “I Nostri”. Fotografia, regia e montaggio di Marco Santarelli. Produzione Ottofilmaker. “I Nostri” racconta l’esperienza di un gruppo di studenti universitari coinvolti in un progetto di ricerca sul mondo sommerso delle comunità religiose che popolano le loro città (Bologna).

Il teatro Filarmonici

Una realtà spesso invisibile e composta prevalentemente  da immigrati provenienti da tutto il mondo che rappresentano uno spaccato vivo dell’Italia di oggi molto più vicina e presente di quanto immaginiamo. Bologna ospita più di 60.000 stranieri di 149 nazionalità tra le più alte percentuali in Italia. Il documentario segue le discussioni degli incontri dei ragazzi con le comunità e le loro guide spirituali. “I Nostri” è un titolo provocatorio per affermare che l’”altro” è prima di tutto una persona con una storia e una dignità non diversa dalla nostra. Siamo tuti “nostri”.

Alle 19,30, nel Teatro dei Filarmonici, va in scena “Il vangelo secondo Antonio”  scritto e diretto da Dario De Luca per “Scena verticale”. Con Matilde Piana, Dario De Luca e Davide Fasano. Musiche originali di Gianfranco De Franco. In questo caso il tema è “Visitare gli ammalati”. Don Antonio, parroco di una pìccola comunità, vicario generale del vescovo, si ammala di Alzheimer. Al suo fianco la sorella, devota perpetua dal carattere rude, e un giovane e candido diacono. La malattia colpirà la mente brillante di questo sacerdote e nulla sarà più come prima . I congiunti si muoveranno a tentoni in un terreno per loro sconosciuto, con rabbia, insofferenza e shock. Don Antonio, entrato nella nebbia, inizierà a perdere tutti i riferimenti della sua vita  ma allaccerà un rapporto nuovo e singolare con Cristo che porterà avanti anche quando, alla fine, si sarà dimenticato della malattia stessa.

A più di 100 anni dalla scoperta del morbo, si fa fatica ad abituarsi all’idea che tanto non c’è cura, che tanto non ci sono vere e proprie terapie. In Italia i malati sono più di un milione. A tutti loro  e alle loro famiglie questo spettacolo è dedicato. Anche per quest’ultima giornata ingresso libero. “I Teatri del Sacro” hanno portato spettacoli di grande interesse artistico e di alto valore sociale.


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