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Chiesa di San Francesco,
povere menti sfregiano il monumento
Italia Nostra: «Ora basta»

ASCOLI - L'associazione denuncia quanto accaduto, ancora, al portale laterale del tempio, coperto di scritte insensate che deturpano la bellezza. «Reato perseguibile dalla legge, individuare i responsabili»

Italia Nostra all’attacco, giustissimo, di chi deturpa il patrimonio monumentale e artistico della città. Stavolta sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione c’è la chiesa di San Francesco, una delle più note e ammirate, il cui portale laterale, quello che dà sul chiostro, è stato scambiato per un album da disegno da chi col disegno ha nulla da spartire.

Il monumento sfregiato

«Prosegue la pervicace insana abitudine di insozzare con scritte talvolta volgari, gli angoli più pregevoli delle cento torri -scrive il presidente Gaetano Rinaldi-. Stranamente, questa volta, non si sa se volutamente o forse per inspiegabili impulsi spontanei, frutto forse di una sorta di un’illuminazione esoterica, i segni impressi sui riquadri del portone sembrano il tentativo di ripetere, probabilmente senza consapevolezza, quelli di livello artistico di gran lunga maggiore, realizzati su tante porte di bronzo create nei primi decenni dell’anno 1000, nell’Italia del Sud e nella parte est del Mediterraneo, in particolare nella capitale Bisanzio, quando questi luoghi apparivano di gran lunga più sviluppati del resto d’Europa, ancora immersa in gran parte nelle nebbie dei comportamenti barbarici e del sottosviluppo sociale ed economico.Le lettere e i segni impresi nei riquadri, infatti, anche se di elementare fattura, indicano almeno un minimo di consapevolezza dell’esistenza di forme di espressione meno volgari e più elevate».

Il chiostro di San Francesco (foto Vagnoni)

«Del tutto differenti appaiono invece le altre scritte -continua Rinaldi-. Alcune appaiono indiscutibilmente espressione di una forma mentale puerile. Si fa riferimento alla scritta “Buon Natale” o a quella “Ti amo amore mio”, espressione, quest’ultima di qualche adolescente, mentalmente parlando, in cui forse per la prima volta si è accesa la fiamma dell’incantamento dell’amore. Alcune invece sono l’espressione di soggetti il cui animo è profondamente volgare e appare incapace di nutrire sentimenti elevati e puliti. Così non sembra vero a costoro di citare con godimento irrefrenabile il termine dell’organo genitale maschile. Raggiunge i vertici dell’insensatezza, il riferimento “Dio” qualificato con un termine irripetibile».

Gaetano Rinaldi

«Tutte le scritte realizzate sul monumento -ribadisce il presidente di Italia Nostra- incluso tra i beni soggetti a tutela sulla base di quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali, rientrano fra le fattispecie di reato, meritevoli di essere perseguite a norma di legge. Si ritiene, pertanto, che utilizzando le eventuali immagini riprese dall’impianto di videosorveglianza presente nella zona, si debba tentare di individuare i responsabili di questi comportamenti riprovevoli e degli eventuali reati commessi, con l’adozione nei loro confronti delle sanzioni che la gravità dei comportamenti stessi giustifica».
«Naturalmente si dovrà con la dovuta urgenza, provvedere ad eliminare le scritte indecorose restituendo al primitivo splendore e fascino l’elegante portale di travertino e il portone con i riquadri -è la conclusione-. D’altra parte, se lo si riterrà opportuno, si potrà analizzare il significato dei segni impressi sui riquadri e se si dovesse ritenere che siano l’espressione, anche se inconsapevole, di una sorta di illuminazione artistica, si potrà stabilire se sia opportuno o meno conservarne la presenza. Differentemente, anche queste scritte, equiparate alle altre insensate e volgari, andranno eliminate. Si confida in una pronta eliminazione di questo sconcio che arreca un danno enorme ad un monumento esemplare della nostra città».

 


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