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Corso Trento e Trieste,
la vergogna di un centro storico
tra i più belli d’Italia

ASCOLI - Numerose buche e profondi avvallamenti lo rendono pericoloso. Passando in bici o scooter é facile cadere, in auto diventa un rodeo

Il tratto iniziale di corso Trento e Trieste: proseguendo in discesa, diventa senpre peggio

di Bruno Ferretti

Niente da invidiare a una strada rurale o mulattiera che dir si voglia. Peggiora, giorno dopo giorno, il fondo stradale di corso Trento e Trieste, una delle principali arterie del centro di Ascoli, quella che da Piazza Arringo – costeggiando Piazza del Popolo – si conclude a Santa Maria Intervineas. Una strada di primaria importanza per il traffico cittadino, sempre più soffocato dalla cronica, annosa, mancanza di parcheggi. Transitare in corso Trieste, che scorre davanti al Palazzo del Governo (dove hanno sede Prefettura e Amministrazione provinciale), equivale a mettere a repentaglio la propria incolumità, tante e tali sono le “buche” e i profondi avvallamenti dei sampietrini che diventano laghetti artificiali quando piove.

Una condizione indecente, inaccettabile, in una arteria che si sviluppa fra le due principali piazze ascolane visitate ogni giorno da migliaia di turisti italiani e stranieri. Chi percorre corso Trento e Trieste in bicicletta o in scooter rischia di cadere: non è facile mantenersi in equilibrio. Chi invece lo percorre in auto prova l’emozione di un rodeo con numerosi sobbalzi e qualche testata sul cristallo o sulla carrozzeria. Esagerazione? Purtroppo no. Chi non è convinto di ciò, faccia una prova.

Corso Trento e Trieste é così ridotto da tanti anni poiché le passate Amministrazioni non hanno affrontato il problema che pure è prioritario. Occorre augurarsi che il nuovo governo cittadino, guidato dal sindaco Fioravanti, possa intervenire seriamente e in concreto ponendo fra gli interventi prioritari la sistemazione anche di questa strada. Non é possibile che una città come Ascoli, il cui centro storico é unanimemente considerato fra i più belli e attrattivi d’Italia, possa presentare un’indecente mulattiera.


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