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A 23 anni diventa
un imprenditore agricolo
di successo

COMUNANZA – E' stato inaugurato a Croce di Casale il punto vendita ed il laboratorio di trasformazione e insacchettamento dell’Azienda Agricola di Luca Gionni. Legumi, frutta, ortaggi, marroni e tartufo che il giovane titolare cura, seleziona e coltiva personalmente ormai da tre anni. Uno dei fiori all’occhiello è la farina per polenta realizzata con un granturco molto antico. «Lo considero un “bene di famiglia” e voglio valorizzarlo»

di Maria Nerina Galiè

Luca Gionni ha 23 anni e le idee chiare su cosa vuol fare da grande. A Croce di Casale di Comunanza, dove vive, ha aperto un’azienda agricola alla quale ha dato il suo nome. Sabato 6 luglio, è stato inaugurato il punto vendita ed il laboratorio di trasformazione e insacchettamento dei prodotti che cura, seleziona e coltiva personalmente ormai da tre anni. Appena diplomato all’agraria di Ascoli in viticoltura ed enologia, Luca ha fatto due anni di tirocinio presso la ditta vinicola “Casale Vitali” di Montelparo, il cui titolare, Gabriele Vitali, ha presto apprezzato le capacità e la voglia di fare del giovane fino a dargli l’idea di avviare un’attività in proprio, magari carpendo le opportunità dei fondi europei per il settore agricolo. Dai sogni ai fatti, il passo è stato breve. E’ nata così l’Azienda Agricola Gionni, già una bella una realtà locale, anche grazie ai contributi del psr 2014-2020 che però senza spirito d’iniziativa e lungimiranza di chi ne gode valgono a ben poco. Luca continua a fare il consulente enologo per Vitali, con cui nel tempo ha consolidato amicizia e collaborazione. Intanto si occupa della sua azienda, 27 ettari di terreno che produce legumi, frutta, ortaggi, marroni e tartufo. Ora che ha anche il laboratorio di insacchettamento dei legumi e di trasformazione, dove realizza confetture di mele rosa e frutti di bosco per adesso, e il punto vendita diretto, che si affianca alla fornitura presso alcuni negozi, l’Azienda Agricola Gionni può affrontare il mercato con ancor più grinta. Da circa un anno vi è stato introdotto l’allevamento di pollame e maiali. «Il prossimo passo sarà la lavorazione degli insaccati», ha anticipato il titolare, con un entusiasmo contagioso che è trapelato chiaro dal tono della sua voce, nonostante l’assordante rumore del trattore di cui era alla guida mentre raccontava. Al telefono e ovviamente con l’auricolare. Uno dei suoi fiori all’occhiello è un particolare tipo di granturco per polenta. «Viene coltivato da sempre dalla mia famiglia ed ha origini molto antiche», ha spiegato l’agricoltore. «L’ho fatto analizzare – ha aggiunto – ed è risultato ottimo per la polenta. Così ho deciso di farne una produzione che sta dando bei risultati, seppure richiede un grande impegno. La raccolta viene fatta rigorosamente a mano, così come la selezione. L’essiccazione avviene in appositi gabbioni ed in maniera naturale. La macinatura è a pietra. In pratica, per mangiare un piatto di polenta ci vuole un anno di lavoro, ma ci tengo davvero tanto, perché lo considero “un bene di famiglia” che voglio valorizzare».


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