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I sindacati attaccano l’Ance:
«Basta rinvii, pronti
allo stato di agitazione»

EDILIZIA - Feneal- Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil ribadiscono le critiche nei confronti dell'Associzione Nazionale dei Costruttori Edili: «Non è ancora in grado di fare delle proposte e di rispondere alle esigenze dei lavoratori. Sul fronte della ricostruzione post sisma non si può attendere ancora»

«Purtroppo si prende atto della scarsa attenzione dell’Ance sui temi posti in essere dalla piattaforma e per questo le organizzazioni sindacali sono pronte a dare il via ad uno stato di agitazione con un piano straordinario di assemblee nei cantieri per informare i lavoratori e le aziende dello stallo che si è venuto a creare». A parlare sono le sigle Feneal- Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, critiche nei confronti dell’Associzione Nazionale dei Costruttori Edili.

Lavori sulla Salaria (foto Vagnoni)

«Dopo aver presentato la piattaforma per il contratto integrativo territoriale nel lontano dicembre 2017, dopo aver più volte sollecitato l’Ance di Ascoli e Fermo sia in maniera formale che a mezzo stampa per aprire una discussione seria e costruttiva sulla stessa, dopo aver ottenuto in un anno e mezzo solo due incontri conclusisi con un nulla di fatto, abbiamo chiesto un impegno agli imprenditori edili» continuano i sindacati.
«Siamo a disposizione per iniziare un confronto serio e lo abbiamo sempre dimostrato, ma pare che l’Ance non sia ancora in grado di fare delle proposte e di rispondere alle esigenze dei lavoratori edili, ed abbiano ancora bisogno di “approfondimenti interni per porre al tavolo sindacale le loro risposte e proposte”. Peccato che sia trascorso troppo tempo dal 2017 e che i lavoratori edili meritino più attenzione e soprattutto rispetto da parte di chi ha il dovere di costruire le migliori condizioni di lavoro a tutela sia dei lavoratori che delle imprese oneste che operano da anni sul nostro territorio. Riteniamo pertanto insufficiente -è la conclusione- l’ulteriore rinvio a data da destinarsi che abbiamo ricevuto dall’Ance lo scorso 11 luglio: non si può temporeggiare ulteriormente perchè gli impegni della ricostruzione post sisma dovrebbero interessare le imprese locali in un’ottica di salvaguardia del buon lavoro, dei diritti dei lavoratori e delle aziende sane che operano nella legalità».

 


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