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Quintana, Luca Innocenzi
di Porta Solestà
assalterà per primo il Moro

ASCOLI - Dopo il rinvio di ventiquattr'ore per maltempo e la cerimonia del Saluto alla Madonna della Pace, tutto è pronto per la Giostra in notturna di domenica

di Andrea Ferretti

Ci siamo. E’ in arrivo, sebbene con ventiquattr’ore di ritardo per il rinvio causato dal maltempo, la Quintana numero 88. Che sarebbe poi la 89esima se quella di luglio del 2007 non fosse stata un’edizione fantasma visto che resta l’unica, dal 1955 a oggi, in cui non è stato assegnato il Palio.

Il prologo della Quintana notturna è stato come sempre il “Saluto alla Madonna della Pace”, cerimonia ospitata – sfidando anche questa la pioggia che l’ha tenuta in bilico fino all’ultimo – in Piazza Sant’Agostino e sul sagrato dell’omonima chiesa dove viene consegnata dal Comune al parroco la campana, al cui suono “magico” le antiche fazioni cittadine si riappacificarono.

E infatti i protagonisti sono stati, oltre ai consoli e a una ristretta rappresentanza dei Sestieri , i capitani dei sei Sestieri con i rispettivi alfieri. In chiusura della cerimonia, come sempre, è avvenuto l’ordine di estrazione degli assalti della Quintana, dopo la benedizione impartita, dal parroco di San Pietro Martire don Emidio Fattori, ai sei cavalieri protagonisti della Giostra al Campo dei Giochi. Ovvero Luca Innocenzi di Porta Solestà, Massimo Gubbini di Porta Tufilla, Fabio Picchioni della Piazzarola, Mattia Zannori di Porta Maggiore, il quasi esordiente Riccardo Raponi di Sant’Emidio e l’esordiente assoluto Lorenzo Melosso di Porta Romana.

Ad aprire gli assalti sarà Porta Solestà, seguita da Porta Romana, Porta Tufilla, Porta Maggiore, Sant’Emidio e Piazzarola. Questo significa che troveranno la pista “sistemata” (dal passaggio del trattorino) Luca Innocenzi (Solestà) e Mattia Zannori (Maggiore) perchè ogni tre tornata viene rifatto il look all’otto del Campo dei Giochi.

Il Saluto alla Madonna della Pace non è stata la primaa cerimonia alla quale ha partecipato il nuovo Magnifico Messere, ma la seconda. Marco Fioravanti, infatti, vestito con l’abito nuovo che si distacca quasi completamente da quello dei suoi sedici predecessori, prima del tragitto che va da Piazza Aringo a Piazza Sant’Agostino, è stato protagonista in Piazza Arringo (davanti a Palazzo Arengo, poi sul sagrato del Duomo e infine nella cripta di Sant’Emidio) del giuramento, letto davanti al vescovo Giovanni D’Ercole. Come il costume, un’altra novità assoluta.

Con lui hanno partecipato alla sfilata, nel gruppo delle Magistrature, vecchi e nuovi assessori (maschi e femmine) e anche qualche solito “intruso”, che non è assessore ma per il quale (o la quale) un posticino non si rifiuta mai. In abito medievale anche i componenti del Consiglio degli Anziani (il rettore Giuseppe Traini, il rappresentante dei Sestieri Fabrizio Gaspari, Valeria Brunozzi e Cristiano Fioravanti) capeggiati dal presidente Massimo Massetti. E, uno accanto all’altro, anche i tre “maestri”: di bandiera (Emidio Manfroni), d’arceria (Raimondo Cipollini) e dei musici (Marco Terrani).

 


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