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Lavori al porto nel periodo
del fermo biologico della pesca

SAN BENEDETTO - Tra il 15 agosto e il 15 settembre si procederà allo spostamento subacqueo di somma urgenza delle sabbie per permettere così ai pescherecci di sfruttare la corsia centrale creata per entrare ed uscire dal bacino. L'annuncio di Mauro Colarossi, comandante della Capitaneria di Porto

di Benedetto Marinangeli

Nel periodo del fermo biologico della pesca (tra il 15 agosto e il 15 settembre), si procederà nel porto di San Benedetto, allo spostamento subacqueo di somma urgenza delle sabbie per permettere così ai pescherecci di sfruttare la corsia centrale creata per entrare ed uscire dal bacino. L’annuncio è stato dato dal comandante della Capitaneria di Porto Mauro Colarossi nel corso della conferenza stampa di presentazione della Festa della Madonna della Marina. «Si tratta – dice – di un intervento straordinario che serve per ariginare il problema, un’attività di emergenza per mettere al momento in sicurezza il porto. Il dragaggio completo verrà effettuato successivamente come è nei programmi. Verrà mantenuta la proondità necessaria alle barche per entrare ed uscire. E dopo questa operazione ci sarà la caratterizzazione dei fondali».

Il porto di San Benedetto

Insomma un intervento necessario a rimuovere gli ammassi di sabbia nei punti dove le imbarcazioni toccano il fondale, per motivi di sicurezza. Ad oggi le problematiche sono evidenti ed il fatto che non si siano verificati incidenti particolarmente gravi lo si deve alla perizia ed all’ abilità della marineria sambenedettese. Una volta espletato il carotaggio delle sabbie, l’Arpam darà i dati completi. Una volta avuti, si potrà effettuare il completo dragaggio del bacino.  A disposizione ci sono, al momento, 1,7 milioni di euro per questa operazione. Il problema che si pone è lo smaltimento delle sabbie potenzialmente inquinate.

Le soluzioni prospettate dalle parti, nell’incontro in Capitaneria dello scorso aprile, sono tre. La prima è quella che vengano portate ad Ancona dove è in fase di realizzazione una vasca di colmata. Poi che potrebbero essere utilizzate in alcune cave in Puglia. In entrambi i casi i costi lieviterebbero a causa del trasporto. La terza soluzione potrebbe essere  la realizzazione di una nuova vasca di colmata a nord del porto di San Benedetto, vicino alla precedente che ha circa dieci anni.

L’ultimo dragaggio al Porto di San Benedetto fu effettuato nei mesi di luglio ed agosto del 2017, nel corso del quale furono estratti 25.000 metri cubi di sabbia. Di questi 20mila furono portati ad Ancona, il rimanente  nella vasca di colmata di San Benedetto. Con lo spostamento subacqueo si toglieranno dal bacino portuale tra i 9.000 e i 10.000 metri cubi di sabbia. Infine si sta studiando anche la possibilità di trovare una zona antistante San Benedetto dove potere ricollocare le sabbie di tipo A e B.

 

 


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