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La Morgia: «Lo stabilimento di Comunanza
porta guadagni alla Whirlpool»

ROMA - La novità del tavolo al Mise sulla vertenza di Napoli è il varo di un decreto “ad hoc” finalizzato alla decontribuzione dei contratti di solidarietà. Per la multinazionale risparmio di 15-20 milioni di euro. Ficco (Uilm): «Il Ministro ha accolto la nostra richiesta». A settembre il prossimo incontro. Per il sito campano sul piatto cinque possibili scenari
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di Maria Nerina Galiè

«Lo stabilimento Whirlpool di Comunanza è considerato produttivo di guadagni da parte dell’azienda». Lo ha affermato l’amministratore delegato Luigi La Morgia, oggi 24 luglio, nel corso del tavolo nazionale al Mise, convocato per discutere principalmente della vertenza Napoli. «Un intervento di pochissime battute – hanno commentato le Rsu del sito piceno, presenti a Roma, Marini e Lanciotti (Fiom), Capolongo e Corradetti (Ugl) e Forti (Fim) – ma che ci ha fatto molto piacere. Pur non dissipando le nostre preoccupazioni». Perché il calo delle vendite del 9% nel primo semestre di quest’anno tavolo nazionaaleed il fatto che da anni ormai lo sfruttamento dell’impianto avviene solo per il 54% è un dato di fatto. Intanto gli 85 esodi volontari incentivati, seppure considerati “pericolosi” per il futuro dello stabilimento, permetteranno alle maestranze rimaste di lavorare sempre.

L’incontro di Roma col ministro Di Maio

UN NUOVO DECRETO
Entrando nel merito dell’incontro di oggi, invece, è da rilevare l’annuncio del Ministro Luigi Di Maio di accingersi a varare un “decreto ad hoc” per il gruppo Whirlpool finalizzato alla decontribuzione dei contratti di solidarietà, con un risparmio per l’azienda di 15-20 milioni di euro nei prossimi 15 mesi. Misura che sarà adottata «anche grazie alla scelta del Ministero di sostenere la proposta sindacale – ha precisato Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm – a fronte naturalmente della  salvaguardia di  Napoli e, più in generale, della continuità della presenza di Whirlpool in Italia».
CINQUE POSSIBILITA’ PER NAPOLI
In attesa della prossima riunione plenaria, in programma per settembre, sarà istituio un tavolo tecnico per analizzare cinque soluzioni messe in campo per il sito campano che, in base ai dati esternati dalla multinazionale, dal 2009 ad oggi è passato a 700 mila pezzi a 269, da attribuirsi al calo produttivo delle lavatrici di alta gamma. «Di conseguenza – si legge in una nota della Whirpool – lo stabilimento opera al di sotto del 40% della sua capacità produttiva, una situazione non sostenibile non solo per l’Azienda ma anche e soprattutto per i suoi dipendenti, che lavorano 6 ore al giorno per 8, 9 giornate al mese».

Cinque le opzioni per il sito di Napoli, appunto. «Le prime tre – è l’azienda stessa che le enuncia – richiederebbero investimenti nelle lavatrici di alta gamma, un segmento di mercato in forte difficoltà da diversi anni, oppure trasferimenti di produzione da siti italiani o Emea, con potenziali ripercussioni sugli altri stabilimenti. Queste soluzioni sarebbero in grado di garantire solo parzialmente i posti di lavoro, dimostrandosi quindi non sostenibili nel medio-lungo termine. La quarta soluzione prevedrebbe il mantenimento della produzione di lavatrici da parte di un nuovo player industriale, soluzione alla quale Whirlpool Emea sarebbe aperta se si dovesse eventualmente riscontrare un interesse dal mercato e a determinate condizioni. Questa opzione è al momento del tutto ipotetica. Infine, la quinta e ultima opzione garantirebbe il mantenimento della continuità industriale e i pieni livelli occupazionali attraverso un cambio di missione dello stabilimento, in grado di dare un futuro sostenibile al sito nel medio e lungo periodo. Alla nuova missione corrisponderebbe un cambio di produzione sotto una nuova realtà aziendale e con una nuova organizzazione del lavoro. Il processo di cambiamento verso la produzione di nuovi prodotti sarebbe accompagnato da un percorso formativo volto a supportare lo sviluppo di nuove capacità e competenze del personale».

Lavoratori davanto allo stabilimento di Comunanza

IL COMMENTO DELL’AD LA MORGIA
«Abbiamo lavorato intensamente – ha dichiarato Luigi La Morgia – per arrivare oggi a discutere tutte le opzioni possibili per dare nuove opportunità al sito di Napoli, sempre con l’obiettivo di mantenere i livelli occupazionali e la continuità produttiva. Le analisi condotte fanno emergere chiaramente come ulteriori investimenti nella produzione di lavatrici a Napoli, anche se supportati da significativi incentivi finanziari negli anni, non garantiscono una soluzione sana e sostenibile nel lungo periodo. Crediamo quindi fermamente che solo un nuovo progetto industriale e un nuovo prodotto siano in grado di ridare nuova linfa al sito e di garantire il raggiungimento di un importante traguardo: salvaguardare i posti di lavoro a Napoli».

 


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