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Ospedale unico di vallata
 Ceriscioli: «Un iter da portare
avanti il più possibile»

SAN BENEDETTO - Il presidente della Regione sfida il sindaco Piunti: «Se l’assemblea dei sindaci del Piceno cambia idea su dove costruire l’ospedale unico spostandolo da Pagliare, noi cambieremo il Piano chiudendo il Madonna del Soccorso e lasciando quello di base al Mazzoni». Tutto prima del voto di giugno 2020

La benedizione della nuova Tac

di Epifanio Pierantozzi
Un vero animale politico, anzi: un’anguilla travestita da Alberto Tomba tra i paletti dello slalom. Ecco cosa è stato il presidente – o governatore – della Regione Marche, Luca Ceriscioli, a San Benedetto durante la conferenza stampa per l’inaugurazione della nuova Tac al Pronto Soccorso del “Madonna del Soccorso”.
CERISCIOLI SFIDA PIUNTI – Prima, però, c’è stato il tanto agognato – da sindaco Piunti – incontro per discutere del Nuovo Piano Sanitario che approverà la costruzione di un ospedale unico di vallata a Pagliare, e il ridimensionamento di quelli di Ascoli e San Benedetto a semplici pronto soccorso con i 5 codici. Da quel che raccontano dell’incontro – al quale erano presenti anche la vice presidente Anna Casini e il capogruppo del Pd Fabio Urbinati per la Regione e Giorgio De Vecchis a fianco del sindaco Piunti – a un certo punto Ceriscioli ha detto al primo cittadino rivierasco: “Mi sono attenuto a quanto deciso dall’assemblea dei sindaci (per la scelta di Pagliare quale sede unica, ndr). Se lei riunisce l’Assemblea e i sindaci cambiano località spostando l’ospedale di primo livello a Centobuchi, quello di Ascoli resterebbe di base”. Un guanto di sfida, ben sapendo – il Ceriscioli – che ogni sindaco conta un voto e non per il “peso” degli abitanti che rappresentano. Al momento il Pd controlla ancora la maggioranza dei sindaci piceni, e così… avanti su Pagliare.

Cesare Milani, direttore generale di Area Vasta 5, e Luca Ceriscioli governatore della Regione Marche durante la presentazione

MARE-MONTI CONTRO VALLATA  – Però un tentativo Piunti dovrebbe farlo andando a parlare con il collega Fioravanti. Infatti – come i famosi polli di Renzo – al momento i due sindaci a parole si dicono contrari che in futuro i due ospedali esistenti siano destinati a prestare le cure mediche immediate, mentre il vero fulcro sarebbe Pagliare. Se invece si riuscisse a far costruire l’ospedale unico in fondo alla vallata del Tronto, con la chiusura del Madonna del Soccorso, il Mazzoni manterrebbe il suo prestigio e presidio capace di attrarre pazienti da Castel di Lama fino alla montagna. Ragionamenti di buon senso, ma ormai in politica il buon senso è un insulto. Così avremo – ma sperare che ciò non avvenga è ancora possibile – due ospedalicchi al mare e in montagna, mentre i malati si dovrà portarli in vallata, perché qui, nel raggio di una decina di chilometri, gli abitanti non fanno due quartieri cittadini. Torniamo alla conferenza per la nuova Tac, una scusa per parlare del destino della Sanità nel Piceno. 

L’OSPEDALE UNICO A PAGLIARE “S’HA DA FARE”, PRESTO – Si diceva di un Ceriscioli “anguilla”. Infatti, a precisa e ripetuta domanda circa le intenzioni della Regione di arrivare a “mettere un punto fermo” oppure a inaugurare la “prima pietra” del nuovo ospedale di Vallata prima delle prossime elezioni marchigiane, il governatore ha solo detto che: “Andremo il più avanti possibile nella procedura amministrativa”. Così il rischio è che, entro la prossima primavera, quando – e tutto lascia intendere che così sarà – questa maggioranza cederà il passo a nuove forze politiche, le carte dell’ospedale unico saranno così pronte che sarà impossibile tornare indietro. 
PASSERELLA PER LA TAC – Tutto il resto della conferenza stampa è servito a fare passerella… dove sono sfilate promesse fatte a una platea di primari alle prese con carenze di personale e servizi. Infine il taglio del nastro della nuova Tac, con le infermiere retrocesse a rango di vallette, con tanto di cuscino rosso per le forbici. Chiudiamo augurando buona salute a tutti. 
P.S. – Se è destinato a diventare un Pronto Soccorso di lusso, perché spendere oltre cinque milioni di euro per “fare il cappotto” al Madonna del Soccorso? “Perché così è più bello e funzionale”, la risposta… cari e futuri elettori. 

 


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