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La “giungla urbana” 
che il Comune
fa finta di non vedere
(Video)

SAN BENEDETTO - Abbandonato nell'incuria più totale un sentiero che unisce il parcheggio di sotto e sopra del cimitero, a est del campo da gioco del Torrione 

 

di Epifanio Pierantozzi

“Cari cittadini ed elettori, per i lavori che interessano la popolazione non c’è un euro, anche perché stiamo lavorando per far cementificare gli ultimi spazi liberi in città, e non dovete disturbare chi lavora per voi”.

Chiaro che nessun politico di Giunta o Consiglio comunale dirà ad alta voce ciò, ma è questa la dura realtà: a metà estate si devono ancora tagliare le erbacce delle zone verdi cittadine. Chiaro che i pochi operai non arrivano a tutto, e il centro ha la priorità per l’immagine di San Benedetto e di questi politici, ma è anche vero che offrire un posto da giardiniere a un proprio elettore è come insultarlo. Vuoi mettere una poltrona calda d’inverno e fresca d’estate?!

Il Comune di San Benedetto

Non scomodiamo il Dante con “… ci ritrovammo in una selva oscura”, ma certo una citazione tratta da Emilio Salgàri – che, notoriamente, scriveva di Sandokan e giungle seduto nel suo curato giardino di casa – non ci starebbe male a proposito degli spazi verdi comunali.

Quello che si vede nel video è un piccolo frustolo di terra, un sentiero che unisce il parcheggio di sotto e sopra del cimitero, a est del campo da gioco del Torrione.

A nulla sono valse segnalazioni e proteste a chi di dovere: dal Comune sono pochi quelli che si schiodano dalle stanze con aria condizionata. Così ora madre natura ha preso il sopravvento e chi usava il sentiero per risparmiare strada o portare i cani a fare una passeggiata, rinunciano poiché machete non ne hanno.

Spieghiamo come, fino a Pasqua, a tagliare le erbacce si provvedeva in proprio, ovvero chi ha le finestre che danno sul campo.

Poi… basta! Non si chiede certo un compenso, ci mancherebbe, ma almeno un “grazie”. Invece nulla. Da Viale De Gasperi non rispondono neanche alle segnalazioni. Ormai c’è solo da aspettare che riprenda il campionato e qualche genitore di calciatore in erba – scusate l’accostamento – magari impossibilitato a seguire il figlio, faccia sentire la propria protesta a questi politici che hanno compiti ben più alti e ardui da affrontare. Vuoi mettere il far tagliare l’erba dalle zone verdi comunali invece che far cementificare il poco territorio rimasto?

Se così sarà, e ne siamo certi, non resta che aspettare l’autunno e l’inverno per far riemergere il sentiero e poterlo usare. Sempre che, con questo clima, il sole non secchi tutto. Nel caso sarà bene che venga installato un cartello. “Vietato fumare”. Anche se, a ben pensare, il fuoco risolverebbe alla radice il problema. Ma quando si torna alle urne?

 


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