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Luca è sempre lo stesso,
il suo pubblico pure
In 3mila sotto la pioggia per Carboni
(Foto e video)

MUSICA - Grande successo per il cantautore bolognese ed il suo "Sputnik tour" andato in scena alla Cantina dei Colli Ripani di Ripatransone. Nonostante le bizze del meteo, una data da ricordare tra capolavori di oggi e di ieri. Da "Farfallina" a "Prima di partire", storia di un mito intramontabile
Carboni canta "Silvia lo sai" e "Vieni a vivere con me"

di Luca Capponi 

(foto e video di Andrea Vagnoni)

C’è un momento, poco prima di metà concerto, in cui la pioggia inizia a fare sul serio. Ombrelloni aperti, magliette usate come copricapo improvvisato e sconforto crescente nelle oltre 3.000 persone accorse in loco. Nessuno però si muove o fa per andarsene. Nessuno vuole che il viaggio in musica finisca così, sul più bello, dopo neanche dieci canzoni. Ci sarebbe anche da capire se grazie all’euforia generata dalle note l’acqua che cade dal cielo sia realmente percepita. In molti sono pronti a scommettere il contrario, perché altrimenti non si spiega. Luca Carboni termina l’esecuzione di uno dei suoi ultimi successi, “Io non voglio”. Poi domanda: «Come va?». Bene, ça va sans dire. «Finché vi vediamo lì noi andiamo avanti» ribadisce prima di attaccare la spettacolare “Sarà un uomo”.

Luca è sempre lo stesso

E chi se ne va, Luca. Anche perché dopo “Bologna è una regola” e “Prima di partire” (cantata con l’emergente Effenberg) Giove Pluvio deve averlo capito e si arrende alla volontà popolare. La pioggia cessa. Il viaggio può continuare. E lo Sputnik volare alto, altissimo, su una giornata da inserire tra le più belle dell’estate live. A Ripatransone, e non solo, la ricorderanno a lungo questa Festa del Vino da record. Merito dell’organizzazione targata Cantina dei Colli Ripani, letteralmente presa d’assalto nella domenica 28 luglio più a rischio del mese, tra previsioni del tempo ed acquazzoni minacciosi. Una migrazione verso il tempio di Bacco partita già dalle 5 del pomeriggio, le stime parlano di 3.000 persone e più, e continuata incessante fino a dopo il concerto.

Il pubblico accorso alla Cantina dei Colli Ripani

Già, il concerto. Che poi forse il termine non è neanche il più adatto, soprattutto perché si rischia di confonderlo col resto. Con Carboni, infatti, è diverso. Pubblico e artista, da sempre, sono tutt’uno; tanto sensibile e poetico il primo quanto ricettivo ed empatico il secondo, per un mix raro da trovare, che prosegue senza tentennamenti da ben 35 anni. Il risultato che ne sortisce è sempre emozionante.
Così, ad un set aperto con energia dallo storico dj Gino Latino segue il tuffo nell’arte di Luca, un vero numero uno, e non solo per i brani in scaletta: tanti capolavori, da “Primavera” alle immancabili “Farfallina” e “Silvia lo sai” in versione acustica, da “Ci vuole un fisico bestiale” e “Mare mare” fino all’attualissima “Inno nazionale”,  una “Fragole buone buone” dall’incedere quasi tecno e la trascinante “Vieni a vivere con me”, proposta in chiusura.

Lo Sputnik vola alto

Un viaggio avanti e indietro nel tempo dal 2019 al 1984, anno del debutto, che dà l’impressione di poter colpire l’anima a prescindere dalle canzoni proposte. Impossibile, infatti, accontentare le preferenze di tutti. Ma pure questo la dice lunga sulla bontà del “juke box” Carboni; non è un caso se in uno dei momenti di pausa Latino si metta a mixare alcuni dei pezzi rimasti fuori (“Le ragazze”, “Ci stiamo sbagliando”, “Solarium”, “La mia città”) e ad ogni cambio scatti l’olè del pubblico.
La sinergia tra Carboni e la sua gente è quasi commovente. I “Segni del tempo” non la possono intaccare. Migliaia di cuori che fanno “ciock!” nemmeno. Neanche per “10 minuti”. Luca (è sempre) lo stesso. Almeno una certezza in questo strano mondo ci è rimasta. Per fortuna.

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Effenberg

Gino Latino


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