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Nuovi spogliatoi al Del Duca
“Paracadute”: Empoli e Chievo
ricorrono al Coni

SERIE B - Il restyling entro il 24 agosto. Intabnto le due società retrocesse dalla Serie A non intendono rinunciare al 20% della mutualità come previsto dalla Lega B

Gli spogliatoi dell’Ascoli in occasione della visita allo stadio nel corso di “Giornate Fai di Primavera” (Foto Vagnoni)

di Bruno Ferretti

In attesa di iniziare i lavori per la demolizione della Curva Sud Rozzi (già stanziati 280.000 euro dal Comune), allo stadio “Del Duca” sono in corso i lavori di restyling degli spogliatoi (box doccia, armadietti individuali, servizi igienici, vasca per immersioni nell’acqua ghiacciata e altro. Saranno intensificati i tempi di lavorazione affinché il restauro degli spogliatoi possa essere ultimato entro sabato 24 agosto, per la prima di campionato: mancano due settimane, ma c’è di mezzo la festa di Ferragosto. L’Ascoli esordirà in casa contro la matricola Trapani.

Mauro Balata, presidente ella Lega B, premiato ad Ascoli dal sindaco Fioravanti in occasione della presentazione del calendario (Foto Edo)

IL “PARACADUTE” IN TRIBUNALE – Empoli e Chievo hanno presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni: non vogliono pagare alle altre 17 società della Serie B (va escluso il Frosinone, la terza retrocessa dalla Serie A) la quota di solidarietà prevista da questa stagione. La nuova norma della Lega B obbliga le tre squadre che scendono dalla massima serie a versare il 20% del proprio contributo, spesso multimilionario, che la Lega Calcio corrisponde ai club retrocessi, alle altre società della cadetteria. Il cosiddetto “paracadute”. Empoli e Chievo chiedono che il Coni consideri “illegittima la pretesa di obbligare le società ricorrenti a provvedere al pagamento del contributo solidaristico” e ne invocano l’annullamento. Fin dalla sua introduzione, il “paracadute” è sempre stato criticato e ritenuto troppo vantaggioso per i club retrocessi. La nuova direttiva della Lega B è stata ideata per riequilibrare le risorse finanziarie, ma finirà in Tribunale. E non è una bella cosa.


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