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Le strade su cui non si smette di correre
I Subsonica fanno ballare il porto
(Le foto)

MUSICA - La band torinese si è esibito al porto di San Benedetto nel tour che porta il nome dell'ultimo disco "8". Due ore tra vecchi e nuovi successi, a vent'anni dall'uscita del cult "Microchip emozionale". Effetti, luci e un mega schermo per viaggiare sulle note di "Nuova ossessione" e "Discolabirinto". L'omaggio al maestro Battiato

Samuel sul palco di San Benedetto

di Luca Capponi 

(foto di Andrea Vagnoni)

Una cosa è certa. Al concerto dei Subsonica prima o poi si balla. E non fa niente se l’età media degli estimatori della band torinese comincia a volgere verso gli “anta”. Resistere alle note di “Discolabirinto” o “Nuova ossessione”, per dirne due, è sempre difficile, a prescindere dalla carta d’identità. Ancor più se effetti, luci, mega schermo e sound colpiscono a fondo.

Così è stato anche in Riviera, dove Samuel, Max, Boosta con la sua super tastiera, Ninja e Vicio si sono esibiti nell’ambito del tour nato sulla scia dell’ultimo disco “8”. Concertone di due ore al porto, venerdì sera 9 agosto, sulla scia di vecchi e nuovi successi. La partenza è infatti appannaggio di “Bottiglie rotte”, primo singolo dell’ultima fatica discografica, poi dopo la discoteca “bianca senza luci colorate” ecco l’omaggio al maestro Franco Battiato con “Up patriots to arms”, di cui realizzarono la cover nel 2011.

Max Casacci

Da lì è un crescendo, con la voce di Samuel che arringa il pubblico e vola sulle note, tra le altre, di “Liberi tutti”, “Lazzaro”, “Punto critico” e “L’incredibile performance di un uomo morto”, uno degli episodi migliori di “8”, grande resa dal vivo e chiusura degna della prima parte di live.
Poi il rientro, pugno nello stomaco che arriva direttamente da Max Casacci, nell’introdurre “Sole silenzioso“: «Questa canzone è nata dopo i fatti del G8 di Genova, allora eravamo troppo sconvolti e per elaborare quello che accadde ci abbiamo messo anni; prove di autoritarismo, cosa che oggi va molto di moda in un clima di incoscienza generale che promette una sicurezza che non potrà mai garantire. La sicurezza è infatti prerogativa delle società inclusive, non lo dicono i Subsonica ma la Storia. Questo clima di tensione costante popola le menti di nemici. Libertà e diritti, invece, portano sulle loro spalle vicende di disobbedienza e sacrificio, le stessa cantate in questo brano». E’ il lato impegnato di Subsonica, mai venuto meno in oltre 20 anni di carriera durante cui non hanno mai lesinato prese di posizione anche su temi delicati.

Boosta

Carriera che celebra un anniversario speciale, quello di uno dei loro dischi più noti, “Microchip emozionale“, uscito il 26 agosto del 1999, da cui tirano fuori anche “Aurora sogna”, “Colpo di pistola”, “Il cielo su Torino”, “Depre”. Su “Incantevole” c’è la dedica al pubblico, “Abitudine” è il tramonto stantio di una relazione che brucia l’anima, mentre “Nuvole rapide”è ancora impressa nel cuore di tutti quelli che, come il protagonista del videoclip, non hanno mai smesso di correre nonostante gli sguardi di traverso dei benpensanti.
Il tutto prima della tripletta finale composta da “Benzina Ogoshi”, “Tutti i miei sbagli” («La scrivemmo in un pomeriggio quando ci chiesero di andare a Sanremo, direi che ci è venuta piuttosto bene visto che è l’unica che ricordate», scherza Samuel) e “Strade”, uno dei loro pezzi più intensi, finale ideale per chi, sempre su quella strada, continua ancora a correre veloce.


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