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Casa agli immigrati, la Lega:
«Controllare se hanno
redditi nel Paese di origine»

ASCOLI - La proposta del segretario Roberto Maravalli in vista di una modifica del regolamento comunale. «Anche se fosse in contrasto con le norme regionali. Priorità ad ascolani e residenti almeno da 15 anni»

Roberto Maravalli

Ad Ascoli gli immigrati, con diritto ad avere una casa popolare, dovranno presentare al Comune un documento che dimostri che non hanno redditi o beni nel loro paese di origine. E’ quanto chiede la Lega, per bocca del suo portavoce comunale Roberto Maravalli, in vista di una ridefinizione del regolamento comunale sulla materia.

«La Lega di Ascoli – afferma Maravalli – lotterà affinché nel regolamento comunale sulla gestione delle case popolari gli ascolani ed i residenti di lunga durata (almeno 15 anni) abbiano la priorità nell’ assegnazione. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una politica che teneva conto solo dei redditi Isee nei quali mancava un’informazione di estrema importanza, i possedimenti all’estero degli assegnatari».

«Noi chiediamo – continua Maravalli – un controllo più stretto sulla veridicità dei documenti presentati in sede di richiesta mediante un attestato del consolato di appartenenza. La Lega vuole solo tutelare gli interessi degli ascolani. Se il nuovo regolamento fosse in contrasto con quello regionale noi ne chiederemo comunque l’approvazione come segnale forte per dimostrare l’inadeguatezza dell’attuale governo regionale che sicuramente non mette gli interessi dei marchigiani al primo posto, ma solo quelli di pochi privilegiati».

La proposta della Lega è sicuramente destinata ad aprire un dibattito. C’è solo da chiedersi quanto sia realistico poter ottenere il documento in questione da certi Paesi di origine.

 


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