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Utic, dirigenti e medici chiariscono:
«Un disagio temporaneo
dovuto ai lavori in corso»

SAN BENEDETTO - Area Vasta 5 smorza le polemiche su Cardiologia. «Per quattro giorni si passerà da 17 a 7 posti letto ma nessuno va ad Ascoli, i pazienti restano in Riviera». Il direttore Milani: «Da giugno 2018 il reparto ha 17 posti letto più uno di day hospital, nessuno vuole smantellarlo»

La conferenza stampa dei chiarimenti

di Benedetto Marinangeli

Dopo settimane di polemiche sull’Utic (Unità di terapia intensiva coronaica) del Madonna del Soccorso, la direzione dell’ Area Vasta 5 dice la sua. E lo fa attraverso una conferenza stampa dove sono presenti  il direttore di Area Vasta Cesare Milani, Giancarlo Viviani e Diana Sansoni della direzione sanitaria dell’ospedale ed i medici Tiziana Principi, direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione, Giuseppina Petrelli, direttore di Accettazione e Medicina d’Urgenza e il cardiologo Franco Pezzuoli.

Cesare Milani (Foto Vagnoni)

Cesare Milani entra subito nel vivo dell’argomento. «Leggiamo – dice il direttore di Area Vasta 5 – continui articoli e dichiarazioni sull’Utic che starebbe per essere smantellata. Non è assolutamente così.  In questo periodo si stanno effettuando dei lavori nel reparto e cioè la sostituzione degli infissi ed il cappotto termico dell’ospedale il cui cantiere chiuderà nei primi mesi del 2020. Tutto ciò porterà ad alcuni disagi nel reparto di Cardiologia per quattro giorni a partire dal 27 agosto. Due per i lavori in oggetto ed altrettanti per la sanificazione. In più verranno migliorati gli arredi».

«In questi quattro giorni – spiegano i dottori Franco Pezzuoli e Giancarlo Viviani – si passerà dai 17 posti più uno di day hospital che è la dotazione attuale del reparto a 7 posti letto. In questo momento ci sono già 6 ricoverati e quindi c’è un posto libero. Questo perché l’operazione di spostamento dei ricoverati l’abbiamo iniziata da una settimana in previsione proprio dello svolgimento dei lavori. In ogni caso nessun paziente è stato o verrà trasferito ad Ascoli. Sono stati dimessi o ricoverati in altri reparti del Madonna del Soccorso grazie alla collaborazione con i reparti di Rianimazione e Medicina d’urgenza».

L’ospedale di San Benedetto (Foto Cicchini)

Sulla questione interviene anche la dottoressa Diana Sansoni, dalla cui e-mail è sorta una polemica in merito allo spostamenti ad Ascoli dei pazienti dell’ Utic di San Benedetto. «La mia comunicazione – dice – era solo relativa a questi quattro giorni di disagio. Avevo solo chiesto di trasferire in Ascoli i pazienti che per prassi restano in osservazione per 48 ore nel nostro nosocomio. Cardiologia oltre all’indirizzo riabilitativo ha una terapia semi-intensiva  in cui vengono tenuti in osservazione per due giorni i pazienti colpiti da infarto “non stemi”, cioè senza occlusione di una coronaria, mentre quelli colpiti da occlusione coronarica vanno subito al Mazzoni dove c’è l’emodinamica. Poi, in ogni caso, per la riabilitazione cardiologica si torna in Riviera. La mia comunicazione riguardava semplicemente questo. Non capisco tutto questo rumore. E poi, in questi mesi, tutto l’ospedale ha dovuto fare i conti con i lavori edili ma si parla solo di Cardiologia».

La dottoressa Giuseppina Petrelli

«Come Rianimazione – aggiunge la dottoressa Tiziana Principi direttore del reparto – prendiamo in carico i pazienti in condizioni critiche o con patologie avanzate.  Esiste, infatti, un percorso di intensità delle cure che coinvolge tutti i reparti. Il paziente viene trasferito ad Ascoli solo se  ha bisogno dell’ emodinamica. C’è un allarmismo esagerato, con l’utilizzo di termini scorretti. C’è una copertura a 360 gradi del paziente, cambia solo la stanza e nient’altro. Non bisogna dimenticare, poi, il grande lavoro di questi mesi estivi ed in tal senso abbiamo ricevuto diversi complimenti da parte di gente che è stata da noi curata ed anche da colleghi di strutture sanitarie importanti come il Niguarda».

«L’ospedale di San Benedetto – spiega la dottoressa Giuseppina Petreli, direttore di Accettazione e Medicina d’urgenza – ha modelli organizzativi del lavoro estremamente importanti con il paziente che riceve sempre le dovute cure. In queste settimane di criticità il reparto di Emergenza è riuscito a coprire tutte le necessità e le esigenze dei pazienti. Ed abbiamo ricevuto tanti complimenti da persone che in un grande ospedale non hanno mai ricevuto le attenzioni avute qui a San Benedetto».

Altro argomento trattato riguarda la dotazione del personale dell’ Utic. «La dotazione ottimale del reparto – aggiunge Cesare Milani – prevede la presenza di 9 medici più il primario. In questo momento in pianta organica ce ne sono 5 più il primario facente funzioni Maurizio Parato. Un primo concorso bandito a febbraio da questa Area Vasta è andato deserto ma nelle prossime settimane verranno escusse le liste di un concorso regionale. Nel Piceno arriveranno 6 medici per le Cardiologie di Ascoli e San Benedetto». «Nessuno nega i problemi di organico – specificano la Principi e la Petrelli – ma la carenza di specializzandi è riferibile a tutta l’Italia».

Infine Milani spazza via le voci in merito allo smantellamento del reparto di Cardiologia del Madonna del Soccorso. «Dal 2012 al 2018 la Cardiologia aveva 6 posti letto più 3 in collaborazione con la Medicina di Urgenza. Praticamente su base fissa per oltre sei anni si è vissuta la situazione pervista per questi quattro giorni di lavori. Dal giugno 2018 c’è stato un ampliamento che ha portato il reparto a 17 posti letto, di cui 4 per osservazione intensiva, più uno di day hospital. Nessuno ha intenzione di smantellare Cardiologia o di tornare a prima del giugno 2018. Non bisogna allarmare la popolazione. Nessun problema si si parla male di me ma non lo accetto per i reparti».


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