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Il messaggio della Festa dell’Unità:
“E’ donna il punto di forza
del Pd del Piceno”

GROTTAMMARE - E' ciò che emerge dalla serata dedicata alle donne in politica, organizzata nell’ambito dell'evento. Presenti l’onorevole Patrizia Prestipino, l’ex senatrice Silvana Amati, Manuela Bora, Anna Casini e Meri Marziali. Al centro del dibattito la doppia preferenza alle prossime regionali, le opportunità offerte dalla crisi di Governo, l’occupazione femminile

di Maria Nerina Galiè

Arriva dalle donne la sferzata di ottimismo di fronte alla “nuova vita” offerta al Partito Democratico dalla crisi di Governo in atto, in via di soluzione in ragione dell’accordo tra Movimento 5 Stelle e Pd. «Una preziosa occasione da cogliere al volo, senza sprecarne niente, una sfida che siamo pronti ad accogliere seppure nella consapevolezza che non sarà una passeggiata», hanno detto all’unisono l’onorevole Patrizia Prestipino, l’ex senatrice Silvana Amati, presidente dell’assemblea regionale del Pd, l’assessore regionale alle Pari Opportunità e attività produttive Manuela Bora, Anna Casini vice presidente della Regione Marche e Meri Marziali presidente della commissione Pari Opportunità nell’ente regionale. Riunite in una serata tutta al femminile, venerdì 30 agosto, nell’ambito della Festa dell’Unità, in programma a Grottammare fino all’1 settembre.

«Stiamo assistendo al trionfo della democrazia parlamentare – ha rafforzato  la Prestipino – ora dobbiamo lavorare bene, come sappiamo, senza darci addosso, senza presunzione, rimanendo uniti. Avendo dinanzi, sempre, il bene dei cittadini».

L’onorevole Patrizia Prestipino e Anna Casini vice presidente della Regione Marche

Inevitabile il riferimento allo scenario politico nazionale. Ma al centro dell’incontro, nel salottino della piazzetta Dante Alighieri di Grottammare, c’era il ruolo delle donne nella politica, in prima fila per meriti e dedizione, padrone di casa nelle stanze dei bottoni, nazionali, regionali e locali, che nonostante il loro curriculum e capacità dimostrate sul campo si trovano ancora a dover chiedere, e spiegarne i motivi, la parità di genere. E’ il caso della legge elettorale sulla doppia preferenza che stenta ancora ad essere approvata dal consiglio regionale delle Marche. «Argomento che dovrebbe essere ormai scontato. E’ umiliante starne ancora a parlare», ha affermato la Bora. Eppure il tema deve ancora vedersela con la malcelata reticenza dei  colleghi uomini. «Nel 2020 per le elezioni regionali nelle Marche si voterà con la doppia preferenza», ha assicurato Fabio Urbinati, capogruppo di maggioranza in Regione, chiaramente messo alle strette dalle inconfutabili motivazioni delle relatrici. «Ho scelto una rappresentativa composta per metà da uomini e per metà da donne sia per la lista elettorale che per comporre la Giunta – ha detto Matteo Terrani, segretario provinciale del Pd di Ascoli e attuale sindaco di Folignano –  scegliendo un “percorso virtuoso” senza imposizioni dall’alto». Però se ci sono, aumentano le possibilità. «Nel Lazio la legge ha favorito l’ingresso delle donne in politica», ha sottolineato Patrizia Prestipino.

Ma le donne, nella vita e in politica entrando nello specifico del dibattito di venerdì scorso, coordinato da Mario Lazzari presidente dell’assemblea provinciale del partito, hanno dalla loro un’insita caparbietà. E la capacità di fare aggregazione e «gettare il cuore oltre l’ostacolo».

«Forti della consapevolezze di noi stesse, avendo ben chiari gli obiettivi e con gli uomini dalla nostra parte, nel reciproco rispetto e ciascuno con i propri ruolo e competenze, come in una famiglia, chi ci ferma più?» ha continuato la Prestipino, romana ma ben radicata nel Piceno, dove da sempre trascorre le vacanze. «La netta presa di posizione delle parlamentari donne, che hanno occupato l’aula e in un unico coro bipartisan si sono schierate a sostegno dell’emendamento sulla “revenge porn” alla legge “Codice Rosso”, ne è stata una dimostrazione».

Anticipazioni infine sono state chieste sul programma elettorale in vista delle regionali del prossimo anno. La risposta è stata affidata alla Marziali: «Lavoreremo sul fronte lavoro con al centro l’occupazione femminile. Perché siamo convinti che  l’indipendenza economica sia la prima forma di contrasto alla violenza contro le donne».

 


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