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Piazza Arringo, basta street food
e bancarelle senza qualità:
cercasi etica ed estetica

ASCOLI - Il recente svolgimento di "DistrArte" ripropone un’antica questione sull’utilizzazione dei luoghi simbolo della città. Servono regole chiare e precise
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di Franco De Marco

Il recente svolgimento di Distrarte Festival, al secondo anno, ripropone un interrogativo antico senza risposta. E’ giusto ospitare in piazza Arringo, la piazza più antica della città, risalente al secolo XI, con edifici simbolo come l’Arengo, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni, il Museo archeologico, il Palazzo vescovile, le meravigliose fontane cavalli marini di Giorgio Paci, eccetera, manifestazioni o almeno strutture e materiali che contrastano nettamente con tale ambiente monumentale? Il riferimento non è tanto agli spettacoli – sui quali comunque ci sarebbe anche da fare qualche valutazione – quanto, essenzialmente, alle strutture dello street food e alla qualità merceologica delle bancarelle.

Premessa essenziale per evitare incomprensioni.  Rispetto assoluto per gli organizzatori di Distrarte Festival come per gli organizzatori di altre iniziative simili. Il punto è, a nostro modesto avviso, che però riflette quello di tanti ascolani, la presenza in piazza Arringo, durante tali iniziative, di furgoni, baracchini e stand vari per lo street food che lasciano molto a desiderare per estetica ed igiene. Olive fritte – con friggitrici magari en plein air – porchetta, patatine  e altri cibi. Il luogo monumentale non è adatto.  Come  lasciano a desiderare i bancali su cui sedersi con vecchi magliette e jeans come tovaglie.

Il punto fondamentale, per il quale si auspica un pronunciamento definitivo dell’Amministrazione comunale, è uno. Cosa si può fare e cosa non si può fare, per motivi estetici ma anche etici, in piazza Arringo come in piazza del Popolo i due simboli massimi della città? Secondo noi dovrebbero trovare ospitalità solo manifestazioni, culturali o anche gastronomiche, fortemente identitarie e significative, sempre vincolate, sia chiaro, ad allestimenti provvisori che garantiscono compatibilità con l’ambiente monumentale. Piazza Arringo può andar bene una volta l’anno per Fritto misto e per Ascoliva, manifestazioni che riportano all’identità gastronomica della città, ma  non per altre attività commerciali generiche o di routine, presenti anche nel pù picolo paese del Sud,  che possono più opportunamente trovare alloggio in luoghi.

Che ne pensa il sindaco Marco Fioravanti? Sul tema apriamo il dibattito. Solo qualità di contenuti ed estetica compatibile ed adeguata nei luoghi monumentali a cominciare dalle due piazze simbolo: si può stabilire una regola?


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